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Val Biandino, escursione al Rifugio Tavecchia

by Elena_myscratchmap

Last Updated on 20 Settembre 2021 by Elena_myscratchmap

Tra le escursioni che si possono fare in Valsassina, un grande classico è sicuramente quello che porta in Val Biandino e al Rifugio Tavecchia.

Si tratta di un trekking che non presenta particolari difficoltà, se non quella di essere abbastanza lungo, ma il panorama incontaminato che vi attende insieme ad un gustoso piatto di pizzoccheri vi ripagheranno della fatica fatta!

Dati tecnici escursione in Val Biandino da Introbio

  • Punto di partenza: Introbio, Valsassina
  • Punto di arrivo: Bocca di Biandino e Rifugio Tavecchia
  • Dislivello: circa 900 metri
  • Altezza massima: Bocca di Biandino, 1.493 metri di altitudine
  • Durata: circa 2 ore e 30 minuti fino al Rifugio Tavecchia, calcolate un’altra mezz’oretta se proseguite fino al Santuario Madonna della Neve e altrettanto per l’Alpe Sasso
  • Difficoltà: Escursionistica

Da Introbio al Rifugio Tavecchia a piedi

Il punto di partenza è l’abitato di Introbio, dove possiamo lasciare la macchina in uno dei parcheggi liberi disseminati per il paese (ad esempio in Viale della Vittoria vicino alla gelateria oppure in Via Vittorio Emanuele).

Da qui imbocchiamo in salita Via alle ville, che seguiamo fino alla fine della strada asfaltata dove si trovano una stanga e un pannello con le indicazioni su aperture e contatti dei rifugi: volendo si può provare ad arrivare in macchina fino a qui, ma i posti dove parcheggiare sono pochi e il rischio è di dover tornare indietro.

La strada diventa ora una carrozzabile che si inoltra nel bosco in leggera e costante salita: questo è sicuramente il tratto più “noioso” dell’intero percorso, anche perché sono frequenti i passaggi di macchine autorizzate e jeep che fanno la spola dal Rifugio Tavecchia per portare più rapidamente gli escursionisti in quota.

La strada cementata che da Introbio porta in Val Biandino
La carrozzabile che sale da Introbio

Dopo circa mezz’ora si raggiunge uno spiazzo dove sulla destra troviamo le indicazioni per la Val Biandino e il Rifugio Tavecchia lungo il sentiero 40 per quella che era l’antica Via del Bitto.
Il mio consiglio è proprio quello di seguire all’andata il sentiero 40 che sale in Val Biandino attraverso il bosco: così facendo eviterete la monotonia e il traffico della carrozzabile.

Il sentiero, che in un paio di punti interseca nuovamente la strada carrozzabile, è sempre ben segnalato (indicazioni Val Biandino o Rifugio Tavecchia) e non presenta particolari difficoltà: bisogna solo prestare un minimo di attenzione nell’attraversamento di alcuni pietrai.

Panorama sulla verde Valsassina
Panorami sulla Valsassina poco prima di arrivare al Rifugio Tavecchia

In circa due ore e mezza si raggiunge così la Bocca di Biandino, a 1.493 metri di altitudine, dove la vista si apre sulla verdissima e incontaminata Val Biandino su cui svetta il profilo maestoso del Pizzo dei Tre Signori.

Superato il Rifugio Biandino, alla nostra sinistra troviamo il Rifugio Tavecchia dove possiamo finalmente fermarci per una meritata pausa.

La conca verde della Val Biandino
…incastonato nella verdissima Val Biandino

Val Biandino: Santuario Madonna della Neve e Alpe Sasso

Ricaricate le forze possiamo decidere di proseguire per una mezz’ora e raggiungere il Santuario Madonna della Neve che sorge accanto all’omonimo Rifugio riaperto nel 2019.

Santuario Madonna della Neve in Val Biandino
Il Santuario Madonna della Neve e sullo sfondo il Pizzo dei Tre Signori

La costruzione di questa piccola chiesa, simbolo della Val Biandino, risale al 1670 ma l’anno più significativo della sua storia è il 1876, quando una cruenta epidemia di colera colpì questa zona.

Il 5 agosto di quell’anno, i cittadini di Introbio si recarono in processione al Santuario in Val Biadino per chiedere alla Madonna la grazia di risparmiarli dal colera, facendo voto di ritornare ogni 5 agosto per celebrare una messa di ringraziamento.
E così, ancora oggi, il 5 di agosto di ogni anno gli introbiesi si recano in processione al Santuario della Madonna della Neve.

Da qui con un’altra mezzoretta di camminata si arriva all’Alpe Sasso, un gruppo di baite utilizzate dai pastori durante la stagione estiva con una splendida vista sul Pizzo dei Tre Signori.

Rientro ad Introbio lungo la carrozzabile

Il rientro può avvenire lungo lo stesso sentiero dell’andata oppure seguendo questa volta la carrozzabile.

Noi abbiamo optato proprio per la carrozzabile e in circa due ore siamo rientrati ad Introbio costeggiando il torrente Troggia, compiendo così una specie di anello.

Il torrente Troggia sulla strada di ritorno
Si ritorna ad Introbio lungo la carrozzabile che costeggia il torrente Troggia

Belvedere sulla Cascata della Troggia

All’andata o al ritorno non dimenticatevi di fare una veloce deviazione al Belvedere sulla Cascata della Troggia, indicata da un cartello di legno.

Con il suo salto di oltre cento metri, la Cascata della Troggia è stata ammirata persino da Leonardo da Vinci che ne rimase talmente impressionato da inserire la sua descrizione all’interno del Codice Atlantico.

Fino a qualche anno fa era possibile percorrere il sentiero che permetteva di ammirare il salto della cascata dal basso, ma un’ordinanza comunale ne vieta il transito pedonale perché pericoloso quindi l’unico modo per vederla è arrivare qui: dal centro di Introbio calcolate una mezz’oretta scarsa.

Altre escursioni in Val Biandino

La Val Biandino è il punto di partenza per diverse altre escursioni e proprio per questo molte persone salgono il primo tratto con il trasporto jeep organizzato dal Rifugio Tavecchia.

Si può poi infatti salire al Rifugio Grassi, al Lago di Sasso (1.919m), al Rifugio Santa Rita (1.988) ed infine raggiungere la cima del Pizzo dei Tre Signori (2.554m).

La Val Biandino è un gioiello da custodire con cura

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