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Weekend d’autunno nelle Langhe

by Elena_myscratchmap
Tre giorni nelle Langhe

Last Updated on 11 Aprile 2021 by Elena_myscratchmap

Non so da quanto tempo sognavo di visitare le Langhe in autunno, ma poi per un motivo o per l’altro non riuscivamo mai ad organizzare.

Complice invece lo strano – per non dire altro – 2020, abbiamo deciso di festeggiare il nostro anniversario di matrimonio proprio con un weekend lungo nelle Langhe.

Un paesaggio unico al mondo quello delle Langhe e che in autunno regala il meglio di sé, con i grappoli d’uva pronti per la vendemmia e le foglie dei filari che si tingono dei colori del tramonto.

Il territorio delle Langhe

Le Langhe sono state dichiarate insieme al Roero e al Monferrato Patrimonio UNESCO nel 2014, ma si tratta territori ben distinti.

Le stesse Langhe a loro volta si possono suddividere in Bassa Langa, con le colline che non superano i 600 metri di altezza coltivate a vite, e in Alta Langa, a quote più alte dove i pascoli si alternano a zone boschive e dove viene coltivata la nocciola “tonda gentile“.

Quando andare nelle Langhe

I mesi autunnali sono probabilmente il periodo migliore per vedere le Langhe, ma anche i più caotici (e cari!) eppure ne vale senza alcun dubbio la pena.
A settembre in particolare c’è l’appuntamento con la vendemmia, mentre tra ottobre e novembre è possibile ammirare lo spettacolo del foliage oltre che partecipare alla Fiera de Tartufo che richiama appassionati da tutto il mondo.
Ricordatevi solamente di muovervi con anticipo con le prenotazioni sia per le degustazioni in cantina che per i ristoranti.

Lo spettacolo che vi aspetta è questo qui:

La primavera è un altro buon periodo per le Langhe, mentre estate e inverno sono da considerare bassa stagione con tutti i vantaggi che ne derivano.

Itinerario di 3 giorni nelle Langhe

Noi abbiamo trascorso un weekend lungo nelle Langhe, e più precisamente nella Bassa Langa, seguendo un itinerario che ci ha portato alla scoperta di borghi, castelli e cantine.
Un itinerario che ci ha anche permesso di assaggiare la tipica cucina langarola e di degustare gli eccellenti vini prodotti qui, con una puntatina al confine con l’Alta Langa per fare una degustazione di nocciole.

Ecco quindi cosa fare e cosa vedere nelle Langhe in tre giorni.

Giorno 1: Coazzolo – Neive – San Cassiano Serralunga d’Alba

Coazzolo

Il nostro weekend nelle Langhe comincia a Coazzolo, dove si trova la piccola Chiesa della Beata Maria Vergine del Carmine.
Cosa ha di particolare questa Chiesa? Si tratta di una delle opere d’arte dall’artista David Tremlett presenti nelle Langhe.
Non ancora così famosa come la Cappella del Barolo a La Morra, la Chiesetta colorata di Coazzolo, soprannominata la Cappella del Moscato, merita una sosta non solo per ammirarne i colori ma anche per la posizione panoramica in cui si trova.

E sempre a proposito di installazioni artistiche nella Langhe, a circa 150 metri dalla Chiesa si raggiunge un altro spot da non perdere: la Vigna dei pastelli.

Neive e la Cantina del Glicine

Dopo il primo stop a Coazzolo ci dirigiamo verso il borgo medievale di Neive, uno dei tre comuni – con Barbaresco e Treiso – in cui si coltivano le uve di Nebbiolo utilizzate per la produzione del Barbaresco.

Non potevamo quindi farci scappare l’occasione di fare una visita ad una cantina e la nostra scelta è ricaduta sulla Cantina del Glicine, appena fuori dal centro storico.

Oltre a far parte dei siti di Langhe-Roero e Monferrato dichiarati Patrimonio UNESCO, la Cantina del Glicine è anche la più antica cantina in Italia ancora in attività (risale infatti al 1582!).

Dopo aver visitato le antiche gallerie con il soffitto a volte dove vengono accolte le botti per la produzione del vino, si viene guidati nella degustazione dalla Signora Adriana che con la sua famiglia gestisce la cantina da generazioni.
Si inizia con il loro buonissimo Roero-Arneis passando per Dolcetto, Nebbiolo e Barbera fino ad arrivare agli strepitosi Barbaresco Currà e Marcorino.
Inutile dire che è impossibile andare via senza portarsi a casa almeno una bottiglia con i profumi delle Langhe!

La Cantina del Glicine è aperta il venerdì, il sabato, la domenica e il lunedì dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Per prenotare la visita vi consiglio di chiamare direttamente al numero 0173 67215: il costo della visita guidata con degustazione è di 15€ a persona.

Visitando Neive diventa subito chiaro il motivo per cui sia stata inserita nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Il centro storico è un intrico di stradine acciottolate che sospingono verso la Torre dell’orologio, tra palazzi signorili, chiese e balconi panoramici.
Neive va scoperta a passo lento, tra un dettaglio da fotografare e uno sguardo al panorama.

Da non perdere la Chiesa dell’Arciconfraternita di San Michele, dalla caratteristica facciata in mattoni, che dal 2008 è stata concessa ai macedoni ortodossi come luogo di culto arricchendosi così dell’iconografia tipica. Prima di lasciare Neive non dimenticatevi di visitare anche la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo dal cui piazzale si gode di una vista impagabile sulle colline.

Tenuta Monsordo Bernardina in Località San Cassiano (Alba)

Probabilmente la cantina più iconica delle Langhe.

Noi ci siamo limitati ad ammirare il famoso Acino dall’esterno, facendo un tratto del Ceretto Wine Trekking che è accessibile liberamente in autonomia ogni giorno dalle 10.00 alle 18.00.
Per chi volesse, è anche possibile partecipare ad una visita guidata con la degustazione che avviene all’interno della struttura architettonica affacciata sui vigneti: leggera e trasparente proprio come un acino d’uva.

Serralunga d’Alba

Sulla parte più alta del borgo svetta il Castello di Serralunga, punto panoramico privilegiato sulle Langhe.

Questo castello rappresenta un raro esempio in Italia di castello con donjon francese: costruito come roccaforte militare, per secoli ha però avuto una funzione di controllo sulle attività del territorio per conto della ricca e potente famiglia Falletti.

Durante la visita guidata, l’unico modo per visitare il castello, vi verrà fatto notare l’ardito sistema difensivo e verrete accompagnati fino all’ultimo piano – inizialmente scoperto – dove si sviluppa il camminamento di ronda e da cui si ha probabilmente la vista più bella sulle Langhe.

Curiosità: quando la Marchesa Giulia di Barolo – l’ultima erede dei Falletti – morì nel 1864, i beni della Famiglia entrarono a far parte dell’Opera Pia Barolo, l’ente benefico istituito da lei stessa, e il Castello di Serralunga venne messo a disposizione della comunità che lo utilizzò come magazzino per sacchi di nocciole, cereali, vino, attrezzi e molto altro fino al 1949.
Proprio per questo sulle pareti interne del castello è possibile scorgere conteggi e asticelle (ma anche disegni fatti dai bambini) che servivano agli abitanti per contare ciò che veniva riposto nel magazzino, come una sorta di libro contabile.

Per visitare il Castello di Serralunga è obbligatoria la prenotazione via mail all’indirizzo [email protected] (entro le ore 18:00 del giorno che precede la visita) indicando data e turno di visita desiderato (considerate una visita ogni 45 minuti dalle 10.30 del mattino) e numero di partecipanti.
Il costo per il biglietto intero è di 6 €

Giorno 2: Cappella del Barolo La Morra – Grinzane Cavour – Diano d’Alba Ceretto Langhe Monforte d’Alba

Cappella del Barolo

Il nostro secondo giorno nelle Langhe inizia con la super instagrammata Cappella delle Brunate, meglio conosciuta come la Cappella del Barolo.

La piccola Cappella della SS. Madonna delle Grazie, mai consacrata in realtà, venne costruita nel 1914 per dare riparo ai contadini che lavoravano le vigne in caso di maltempo.
Nel 1999, dopo decenni di abbandono e incuria, la Famiglia Ceretto (la stessa dell’Acino) decide di coinvolgere David Tremlett e Sol LeWitt nel restauro di quella che diventerà una delle attrattive più note e fotografate delle Langhe.
Il compenso per il loro lavoro? Una bottiglia di Barolo a testa ogni settimana per tutta la vita…mica male!

Da qui riuscirete ad ammirare anche un altro gioiello delle Langhe: il cedro del Libano che svetta solitario sul colle Monfalletto di proprietà della Cantina Cordero di Montezemolo.

Questo esemplare di cedro del Libano è stato piantato nel 1856 dai due giovani innamorati Costanzo Falletti di Rodello ed Eulalia Della Chiesa di Cervignasco come segno del loro amore e di quello per questa terra

Come raggiungere la Cappella del Barolo
So che molti consigliano di arrivare alla Cappella direttamente in auto percorrendo la sterrata Strada Fontanazza.
Il mio consiglio invece è quello di parcheggiare a La Morra e farvi una bella passeggiata tra i vigneti che in circa 25 minuti vi porterà alla Cappella colorata più famosa delle Langhe: gli spunti fotografici non mancheranno di certo.

La Morra

Il belvedere delle Langhe per eccellenza.
La Morra è infatti il borgo posto più in alto della Bassa Langa, siamo a “ben” 513 metri di altitudine e da Piazza Castello si può ammirare uno degli scorci più suggestivi su tutte le Langhe.

Pur essendo davvero raccolta, La Morra richiama tantissimi turisti anche per l’offerta di ristorantini e botteghe tipiche dove assaggiare e acquistare i prodotti locali.
Segnatevi in particolare la Cantina Comunale dove è possibile anche fare delle delle degustazioni.

Grinzane Cavour

Il comune di Grinzane Cavour deve il suo nome proprio a Camillo Benso Conte di Cavour, che ricoprì la carica di sindaco di Grinzane dal 1832 al 1849 soggiornando nel Castello che domina il borgo.
Proprio per omaggiare il Conte, che incentivò la viticultura favorendo anche studi e ricerche, il paese cambiò quindi il nome in “Grinzane Cavour”.  

Il Castello di Grinzane Cavour, circondato da magnifici vigneti, ospita al suo interno il Museo Etnografico delle Langhe, un percorso dedicato alle tradizioni contadine di questa regione dove è possibile ammirare anche alcuni cimeli cavouriani, e l’Enoteca Regionale Piemontese.
Qui si tiene inoltre ogni anno la celebre Asta Mondiale del Tartufo Bianco di Alba.

Anche per visitare il Castello di Grinzane Cavour è consigliata la prenotazione.
Il Castello è aperto tutti i giorni ad eccezione del martedì con orario continuato dalle 10 alle 19.
Il costo per il biglietto d’ingresso è di 7€

Diano d’Alba

Diano d’Alba merita una sosta anche solo per affacciarsi al suo Belvedere: un vero e proprio balcone naturale sulle colline e i vigneti circostanti.
Per raggiungerlo bisogna salire sul suo punto più alto, dove si trova anche la maestosa Chiesa di San Giovanni Battista che vale la pena visitare.

Ma Diano d’Alba è noto soprattutto per il suo Dolcetto, la cui zona di origine è limitata a questo territorio: quale regalo migliore da portarsi a casa?

Diano D’Alba e le colline dove si produce il Dolcetto

Degustazione di nocciole a Ceretto Langhe

Quando si parla di Langhe è facile pensare, oltre ai vini, alla nocciola tonda gentile.
Non potevamo quindi lasciarsi sfuggire l’occasione di visitare un noccioleto e partecipare ad una degustazione di nocciole.

L’Azienda Agricola Propi Bun, una giovane realtà familiare, offre la possibilità di fare delle visite guidate nel noccioleto e nel laboratorio di trasformazione della nocciola.
A seguire si viene accolti nella loro sala degustazione dove noi abbiamo fatto una buonissima merenda a base ovviamente di nocciole: tostate, in crema, in versione dolce nei classici brutti ma buoni e baci di dama, ma anche nella versione salata con cracker e grissini alle nocciole abbinati ad un formaggio locale.
Il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino, Dolcetto o Moscato.

Per prenotare una visita con degustazione all’Azienda Agricola Propri Bun potete mandare una mail all’indirizzo [email protected]: la visita dura circa un’ora e il costo è di 15€ a persona.

Monforte d’Alba

Di Monforte io mi sono innamorata a prima vista: sarà stata la luce del tardo pomeriggio o il ritrovarsi praticamente da soli ad ammirare il famoso Auditorium avvolti da una musica che sembrava suonare apposta per noi…

Monforte d’Alba è del resto, e non a caso, uno dei Borghi più belli d’Italia: le sue strette vie si inerpicano fino al cuore del suo centro storico con l’antica piazza dominata dal settecentesco palazzo degli Scarampi, dall’oratorio barocco di Santa Elisabetta e dalla Chiesa dei Disciplinanti Bianchi a contraltare della Torre Campanaria.

Qui il protagonista assoluto è certamente l’Auditorium Horszowski, un piccolo anfiteatro naturale all’aperto dall’acustica perfetta che regala un’atmosfera speciale di grande suggestione.

Giorno 3: Verduno – Barolo – Barbaresco

Verduno

Verduno è stata la prima tappa del nostro ultimo giorno nelle Langhe.
Questo minuscolo borgo è noto per il suo Belvedere da cui si gode una vista strepitosa su tutti i comuni del Barolo, tanto da essere soprannominato “la Sentinella delle Langhe”.

Curioso sapere che in questa zona si coltiva un vitigno raro, il Pelaverga piccolo, da cui si produce il Verduno Pelaverga DOC e che è possibile degustare nella Cantina ospitata nel Castello di Verduno.

Barolo

In un weekend nelle Langhe non può ovviamente mancare la visita al paese che ha dato il nome al vino più famoso della zona: Barolo.

Tutto qui richiama il vino: dalle tantissime enoteche disseminate per il borgo al profumo del mosto che aleggia nell’aria, soprattutto quando ci si avvicina alle famose cantine Marchesi di Barolo e Borgogno, senza dimenticare il Museo dei Cavatappi e soprattutto il WiMu.

Il particolarissimo Museo del Vino, che ha sede nell’imponente e scenografico Castello Falletti, celebra infatti il vino e la sua storia attraverso installazioni artistiche interattive emozionanti.
Il vino come prodotto della terra e del lavoro dell’uomo, il vino protagonista della storia e dell’arte, ma anche il vino come ispirazione nel cinema e nella letteratura, nella musica e nel teatro, il vino infine come ingrediente in cucina.

Piano dopo piano ci si immerge in un percorso sensoriale tra luci, colori e suoni, raggiungendo l’intento del suo curatore – François Confino, lo stesso del Museo del Cinema all’interno della Mole Antonelliana – di creare “non un luogo dove si apprende come si fa il vino, ma un luogo che parli del rapporto tra noi e lui”. 

La Cantina Borgogno nel centro di Barolo

Il WiMu è aperto con orario continuato tutti i giorni dalle 10.30 alle 18. Viene consentito l’accesso a 10 persone ogni 15 minuti, ma senza prenotazione – da fare telefonicamente o via mail – non viene garantita l’entrata
Il costo per il biglietto intero è di 9€

Barbaresco

L’ultima tappa del nostro viaggio nelle Langhe e forse quella che ci ha convinto di meno.

Barbaresco è piuttosto raccolto e si sviluppa praticamente attorno alla Chiesa Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista e alla Torre che fungeva da vedetta.
La Torre è stata restaurata dopo anni di abbandono: oggi un ascensore panoramico porta i visitatori fino a 13 metri di altezza per una vista per una vista che si allunga dal fiume Tanaro verso le Langhe, il Roero e Monferrato, spingendosi fino all’arco alpino.  

Prima di andare via non dimenticatevi di entrare nell’ex Confraternita di San Donato che, mischiando il sacro con il profano, ospita oggi l’Enoteca Regionale di Barbaresco.

Le colline intorno a Barbaresco

Dove mangiare nelle Langhe: 5 posti da provare

Battuta di carne, vitello tonnato, acciughe in salsa verde. ravioli del plin, tajarin al tartufo…
Questi sono solo alcuni dei piatti tipici della cucina langarola, protagonista assoluta di un viaggio nelle Langhe.

Ecco allora 5 posti dove assaggiare la tipica cucina piemontese e non solo:

  • Trattoria nelle vigne a Diano d’Alba, in una posizione spettacolare tra i vigneti come suggerisce il nome.
    Qui troverete un menù degustazione stagionale che propone gli intramontabili piatti della cucina langarola: semplicemente eccezionale.
  • L’Aromatario nel centro storico di Neive.
    Oltre ai classici piemontesi (ancora mi sogno il loro vitello tonnato!), vengono proposti anche piatti più innovativi, il tutto preparato con materie prime di ottima qualità.
  • Trattoria La Salinera a Grinzane Cavour, proprio di fronte al castello.
    Una trattoria dallo stile semplice e genuino come piace a noi, dove lasciarsi ancora una volta stupire dai piatti della tradizione.
  • Agriturismo Il Cortile, sempre a Diano D’Alba, dove noi non siamo purtroppo riusciti a trovare posto.
    Questa storica cascina è infatti diventata ancora più popolare dopo la partecipazione al programma 4 Ristoranti con Alessandro Borghese, aggiudicandosi il riconoscimento per il miglior vitello tonnato: la prenotazione qui è d’obbligo quindi, anche con parecchio anticipo.
  • L’Osteria del Vignaiolo a La Morra.
    Un altro posticino che ci eravamo segnati da provare perché con un sacco di recensioni positive, ma anche qui abbiamo sempre trovato pieno: insomma, ci toccherà tornare nelle Langhe!

Arte nelle Langhe: le panchine giganti

Le Langhe sono un perfetto esempio di come arte e natura si possano fondere ed esaltare a vicenda.

Protagoniste assolute sono senza dubbio loro: le Panchine Giganti, ormai conosciutissime ed esportate anche in altre regioni d’Italia e d’Europa.

Il Big Bench Community Project nasce nel 2010 quando Chris Bangledesigner statunitense trasferitosi a Clevasana, un piccolo borgo delle Langhe – decide di installare la prima panchina gigante, proprio nel territorio del comune di Clavesana: è la Panchina n.1 color rosso fuoco.

Il messaggio alla base del progetto è tanto semplice quanto efficace: arrampicarsi su queste grandi panchine significa tornare bambini, ritrovando la giusta prospettiva da cui ammirare il mondo e soprattutto quel senso di meraviglia e stupore che spesso crescendo si perde.

Il progetto delle Panchine Giganti riscuote fin da subito un enorme successo e in pochissimo tempo ne vengono installate altre: ad oggi le Big Bench che fanno parte del progetto sono ben 126.

Per conoscerle tutte visitate il sito ufficiale Big Bench Community Project.

Queste sono quelle che abbiamo visto noi durante il nostro weekend nelle Langhe:

  • Panchina Gigante Viola n. 12 a Monforte d’Alba
  • Panchina Gigante Verde Smeraldo n. 23 a Neive
  • Panchina Gigante Blu n. 26 a Coazzolo
  • Panchina Gigante Gialla n. 62 a Sinio (località Bricco del gallo)
  • Panchina Gigante Rosso Rubino n. 65 a Diano d’Alba
  • Panchina Gigante Gialla n. 100 a Montelupo Albese

La Panca della Serenità che si trova a La Morra non fa invece parte del Progetto Big Bench, ma già che siete qua vale la pena fermarsi per scattare una foto, anche se non si trova in una posizione particolarmente panoramica.

Insomma, se è vero che le Langhe sono belle in qualunque stagione…forse in autunno lo sono ancora di più!

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