Viaggio in Cornovaglia: 10 luoghi da non perdere

by Elena_myscratchmap
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Cornovaglia.
Terra di leggende che si perdono nella notte dei tempi.
Terra sferzata dal vento e cullata dalle maree.

Un angolo di Inghilterra ancora selvaggio ed incontaminato che vi ruberà il cuore.

Ma cosa vedere in Cornovaglia?

In questa mappa vi ho segnato i 10 luoghi da non perdere in un viaggio in Cornovaglia:

Tintagel Castle

Iniziamo da quella che è una tappa obbligata per chiunque decida di visitare la Cornovaglia.
Secondo la leggenda in questo castello nacque Re Artù e in effetti l’atmosfera che si respira qui ha qualcosa di magico.

Che sia fantasia o realtà, ciò che colpisce di quel che (di poco) resta di questo castello è indubbiamente la sua posizione spettacolare.
Costruito sulla sommità di una scogliera a picco sul Mare Celtico, lo si può raggiungere percorrendo il sentiero che parte dall’abitato di Tintagel.
Grazie al nuovissimo ponte in acciaio si può inoltre passare da una parte all’altra del promontorio, per ammirare ancora meglio tutta la baia dall’alto.

Affrontando delle ripide scalette è poi possibile raggiungere, marea permettendo, quella che è conosciuta come la Grotta di Merlino: sempre secondo la leggenda, qui Mago Merlino provava i suoi incantesimi e preparava le sue pozioni…
Ma prima di andare via c’è un’ultima cosa che dovete cercare: la statua di Re Artù con la sua preziosa Excalibur.

Godrevy Point

All’estremità della baia di St. Ives si trova Godrevy Point, con la sua spiaggia immensa e l’omonimo faro che svetta solitario su un’isoletta a poca distanza dalla terraferma. 

Un luogo immensamente suggestivo, con il faro che nonostante l’infuriare dei cavalloni regala un’incredibile sensazione di quiete e fermezza.
Proprio la vista del Godrevy Lighthouse ha ispirato Virginia Woolf nello scrivere il suo capolavoro Gita al faro, anche se come ricorderete il romanzo è poi ambientato sull’isola di Skye, in Scozia.

Vista del Faro di Godrevy dalla spiaggia

St Ives

Praticamente la località più turistica della Cornovaglia, tanto da essere definita “la Saint Tropez inglese“.

Con le sue viuzze acciottolate che si inerpicano su e giù, St Ives è indubbiamente uno dei villaggi costieri da non perdere in Cornovaglia: qui troverete gallerie d’arte, negozi di artigianato e deliziosi ristorantini dove gustare pesce freschissimo.
Ma St Ives è famosa soprattutto per le sue bellissime spiagge e per ospitare una delle sedi distaccate della Tate Modern (l’altra la trovate a Liverpool).

Nel periodo estivo può essere davvero affollata e sappiate che pernottare qui vi costerà molto di più che in qualsiasi altro paesino nelle vicinanze: il mio consiglio è di visitarla in giornata lasciando la macchina in uno dei comodissimi parcheggi nella parte alta di St Ives, da cui tra l’altro si si gode di un bellissimo panorama sulla baia.

Cape Cornwall

Cape Cornwall è stato per molto tempo considerato, a torto, il punto più occidentale dell’Inghilterra.
Questo primato è stato in seguito assegnato a Land’s End, ma Cape Cornwall mantiene comunque il fascino dei luoghi di confine.

Dal parcheggio gestito dal National Trust è possibile percorrere il sentiero costiero che conduce fino ai resti della Cape Cornwall Mine e alla piccola stazione meteorologica con gli orari delle maree.
Tornando sui vostri passi non dimenticatevi inoltre di scendere fino alla baia di Priest Cove.

Land’s End e Enis Dodnan Rock Arch

Diciamocelo, Land’s End in quanto landmark è un po’ una pacchianata.
Il riconoscimento come punto più a ovest dell’Inghilterra l’ha resa infatti una meta molto gettonata, con la conseguenza che qui è stato costruito una specie di parco a tema ad uso e consumo dei turisti.

Basta però allontanarsi un po’ dal famoso cartello per ritrovarsi immersi in uno scenario naturale davvero unico e suggestivo.
Io vi consiglio di arrivare fin qui a piedi partendo dalla bellissima spiaggia di Sennen Cove dove potete anche lasciare la macchina: con una passeggiata di circa mezz’ora arriverete fino alla First and Last House e al celebre signpost.
Ma non fermatevi qui: proseguendo infatti lungo il coastal path raggiungerete l’Enys Dodnan Rock Arch, un arco scavato nella roccia dalla forza erosiva del vento e dell’acqua.
Semplicemente spettacolare.

Minack Theatre

Immaginatevi un antico anfiteatro romano dove una serie di gradinate semicircolari in pietra accolgono gli spettatori su cuscini di erba, con la natura tutt’intorno a fare da palcoscenico.
Ecco: questo è il Minack Theatre.

Costruito a strapiombo sul mare, il Minack Theatre è frutto della caparbietà di una donna, Rowena Cade.
Amante da sempre del teatro, nel 1929 Rowena rimase così colpita dalla commedia shakesperiana Sogno di una notte di mezza estate che decise di portare la rappresentazione nel giardino di casa sua e di costruire un teatro sfruttando lo scenario naturale offerto dalle coste della Cornovaglia

Così, con l’aiuto di due soli uomini, in appena sei mesi costruì il palco e qualche posto a sedere: quanto bastava per mettere in scena la prima rappresentazione. Inutile dire che fu un successo e quel luogo da quel momento fu chiamato Minack Theatre che nel linguaggio cornish significa “luogo roccioso“.

Durante gli anni a venire Rowena continuò a lavorare all’ambizioso progetto, apportando continuamente migliorie e definendo ulteriori dettagli: quello che appare oggi è un luogo sospeso nel tempo impreziosito da un rigoglioso giardino dove piante grasse, fiori e arbusti provenienti da ogni parte del mondo crescono prosperosi in un’area climaticamente privilegiata.

Dalle gradinate del Minack Theatre si può inoltre godere di una vista mozzafiato sulla spiaggia dai colori caraibici di Porthcurno e il caffè annesso al Teatro è un ottimo posticino dove fare una merenda a base di scones gustandosi il panorama.

St Michael’s Mount

Il gemello inglese del più famoso Mont Saint Michel in Normandia.
Ad accomunarli non solo la devozione a San Michele, ma anche il fenomeno della marea.
Per raggiungere St Michael’s Mount bisogna prima arrivare al piccolo villaggio costiero di Marazion: qui, a seconda che ci sia bassa o alta marea, si può proseguire a piedi seguendo l’antica passerella di pietra oppure bisogna prendere le barchette che fanno la spola tra l’isola e la terraferma al costo di sole 2£.

Sull’isolotto svetta maestosa quella che un tempo era l’abbazia benedettina, poi trasformata in fortezza da Enrico VIII e infine diventata una residenza privata prima di passare al National Trust negli anni ’50.
Anche se dell’abbazia rimangono solamente il refettorio e la chiesa, vi consiglio comunque di visitare gli interni anche solo per salire sul camminamento della mura: la vista che si gode da qui è davvero unica e se vi regolate con l’orario potete anche ammirare il fenomeno della marea, con la causeway che emerge lentamente dall’acqua.

Fiore all’occhiello di St Michael’s Mount sono anche gli splendidi giardini che si possono visitare acquistando un biglietto separato: fate solamente attenzione ai giorni di apertura che non sempre coincidono con quelli del castello.

Porthleven

Con il suo porto pittoresco, le casette colorate e l’iconica clock tower, Porthleven è una tappa da non lasciarsi sfuggire.

In particolare Porthleven è famosa per le gigantesche onde che si infrangono sulle mura del porto quando il vento soffia fortissimo da sud-ovest.

Noi siamo arrivati a Porthleven per pranzare dopo aver visitato St Michael’s Mount e abbiamo gustato delle ottime cornish pasty in uno dei localini affacciati sul porto.
Qui inoltre troverete tantissimi negozietti di artigianato locale dove poter acquistare il souvenir perfetto.

Lizard Peninsula

Riconosciuta come Area of Outstanding Natural Beauty, la Lizard Peninsula regala panorami spettacolari e scenari di incredibile bellezza.

Da non perdere sicuramente Lizard Point, non solo il punto più a sud della penisola, ma anche l’estremità meridionale della Gran Bretagna ed il luogo abitato più a sud dell’Inghilterra a parte le Isole Scilly.
Qui svetta The Lizard, il faro che con la sua luce segnala le acque pericolose al largo di Lizard Point: al suo interno è possibile visitare il piccolo museo che ne racconta la storia e il funzionamento.

Tra le tante spiagge bianche e calette nascoste in cui fare una sosta, segnatevi assolutamente Kynance Cove: incastonata in una specie di burrone, da cui il significato del nome in lingua cornish, Kynance Cove è uno dei luoghi più belli che abbia mai visto.
Partendo dal parcheggio gestito sempre dal National Trust si attraversano prima pascoli e prati pieni di fiori per poi perdere rapidamente di quota fino a raggiungere una spiaggia dal bianco abbagliante, bagnata da acque turchesi dove si tuffano imponenti faraglioni.
Anche qui è di fondamentale importanza fare attenzione alla marea che sale molto velocemente come ricordano i vari cartelli disseminati qua e là.

Polperro

La nostra ultima tappa in Cornovaglia prima di andare alla scoperta del Devon.
Polperro è un piccolo villaggio di pescatori dai ritmi rilassati e dall’atmosfera pittoresca.
Una volta lasciata la macchina nell’ampio parcheggio situato nella parte collinare del villaggio, è possibile raggiungere il centro del paese percorrendo il sentiero che scende lungo la costa e che regala splendide vedute sulla baia.

Un intricato labirinto di stradine conduce al piccolo porto naturale dove, secondo la leggenda, un tempo trovavano rifugio pirati e contrabbandieri.
Tutto intorno scogliere verdeggianti, bianche casette con i caratteristici tetti d’ardesia e barche colorate che si specchiano nell’acqua in un gioco di luci e riflessi.

Tra i suoi vicoli si susseguono cottage, negozi di artigianato e specialità locali, ristorantini e pub caratteristici dove ascoltare anche musica dal vivo. C’è persino una casa interamente ricoperta di…conchiglie!

Non c’è che dire: la Cornovaglia mantiene il suo incredibile fascino romantico anche grazie a villaggi che sembrano uscire da un libro di fiabe come Polperro.

Cornovaglia come arrivare e come muoversi

L’aeroporto più comodo da dove partire per un on the road in Cornovaglia è sicuramente quello di Bristol.

Se la guida a sinistra non vi spaventa, noleggiare una macchina è infatti il modo migliore per muoversi in Cornovaglia: tenete solo presente che spesso le stradine sono strette e disseminate di passing place, oltre che non è sempre facile trovare parcheggio in alta stagion, per cui vi consiglio di prenotare una macchina abbastanza compatta.

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