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Cosa vedere al British Museum: guida alla visita (con mappa!)

by Elena_myscratchmap
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Tra i musei di Londra da non perdere, il posto d’onore spetta senza dubbio al British Museum.

Con oltre 8 milioni (o-t-t-o-m-i-l-i-o-n-i) di reperti custoditi in più di 60 sale e gallerie, scegliere cosa vedere al British Museum può però rivelarsi un’impresa impegnativa.

E’ bene allora arrivare già con le idee chiare su cosa non perdere al British Museum e spero che questa guida possa esservi utile.

La storia del British Museum

Prima di addentrarci nella collezione del British Museum, due parole sulla storia di quello che può essere definito il museo dei musei.

Il British Museum nasce nel 1753 con l’Act of Parliament che, acquisendo la collezione di Sir Hans Sloane (composta da oltre 80.000 “rarità naturali e artificiali”, più di 40.000 libri e manoscritti, nonché 32.000 monete e medaglie), decreta la creazione del primo museo pubblico nazionale e gratuito al mondo.

Il British Museum apre poi ufficialmente le sue porte nel 1759 “a tutte le persone studiose e curiose“: per questo motivo l’umorismo britannico ironizza spesso sul fatto che il British Museum sia persino più antico degli Stati Uniti!

Nei 260 anni successivi la collezione del British Museum si è ampliata fino a raggiungere l’esorbitante numero di otto milioni di oggetti – in parte prelevati nelle regioni allora sotto il dominio coloniale britannico o acquisiti attraverso scavi e in parte acquistati o donati – che coprono circa due milioni di anni di storia del mondo.

Cosa vedere al British Museum: guida alla visita (con mappa!)
L’edificio neoclassico che ospita il British Museum

Mappa del British Museum

Cosa utilissima da fare prima di visitare il British Museum è procurarsi una mappa dei piani e delle gallerie: potete scaricarla online dal sito ufficiale oppure recuperarla cartacea una volta entrati.

Per comodità ve la riporto qui sotto con evidenziate le sale su cui vi consiglio di incentrare la visita, per un itinerario al British Museum che vi occuperà per circa 4 ore.

Cosa vedere al British Museum: guida alla visita (con mappa!)
La mappa del British Museum con cerchiate le sale da non perdere

Cosa vedere al British Museum: 15 cose da non perdere

La nostra visita al British Museum inizia davanti alla Great Hall, l’iconica struttura circolare progettata da Sir Norman Foster – lo stesso architetto della cupola del Bundenstag di Berlino – ed inaugurata dalla Regina Elisabetta nel 2000.

Di seguito vi propongo un itinerario che segue le sale in ordine numerico dal Ground Floor fino all’Upper Floor.

Sloane Astrolabe (Room 1)

Uno dei pezzi della collezione originaria del British Museum, appartenuto proprio a Sir Sloane.

Si tratta del più grande astrolabio inglese giunto fino a noi dal Medioevo e dimostra una conoscenza dell’astronomia e della strumentazione di derivazione araba.

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L’astrolabio di Sir Sloane

Stele di Rosetta e busto di Ramses II (Room 4)

La Stele di Rosetta è probabilmente il reperto più famoso di tutto il British Museum e attorno alla sua teca si affolla sempre moltissima gente, tanto che è difficile poterla ammirare con calma.

Rinvenuta rotta e incompleta, la Stele di Rosetta riporta un messaggio sacerdotale ufficiale riferito a Tolomeo V.

Il testo è inciso tre volte: in geroglifico, linguaggio adatto ad un decreto sacerdotale; in demotico, la scrittura egizia corsiva usata per scopi quotidiani e in greco antico, la lingua dell’amministrazione egizia dopo la conquista di Alessandro Magno.

Proprio questa triplicità ha permesso agli studiosi del tempo, su tutti Champollion, di risolvere il mistero del linguaggio geroglifico.

Ma come ha fatto la Stele di Rosetta ad arrivare al British Museum?

La Stele venne in realtà ritrovata dall’esercito francese impegnato nella Campagna d’Egitto voluta da Napoleone.
A seguito però della sua sconfitta, divenne proprietà degli inglesi ed ecco il motivo per cui la ritroviamo qui.

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Il testo in geroglifico e demotico riportato sulla Stele di Rosetta

Nella stessa sala non perdete poi il busto di Ramses II, una delle due gigantesche statue in granito che fiancheggiavano l’ingresso del Ramesseum, il tempio funerario di Ramses Il Grande.

A trasportare in Inghilterra questo colosso dal peso di sette tonnellate per oltre due metri e mezzo di altezza (!!!) fu un italiano, Giovanni Battista Belzoni, a cui si deve anche la scoperta dell’ingresso della piramide di Chefren.

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L’imponente busto di Ramses II nella Sala 4 dedicata all’Antico Egitto

Rilievi assiri di caccia al leone (Room 10)

Le Sale 10a, 10b e 10c esplorano circa 50 anni di storia assira, l’odierno Iraq.

Ad accoglierci una coppia di colossali tori alati dalla testa umana, guardiani sovrannaturali del Palazzo del Re Sargon II a Khorsabad che dovevano tenere lontano ogni tipo di male.

In queste sale colpiscono in particolare i rilievi raffiguranti la caccia al leone, antica pratica assira.

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Rilievo assiro raffigurante la caccia al leone

Sculture del Partenone e Monumento delle Nereidi (Room 18 e 17)

Insieme alla Stele di Rosetta, le altre grandi star del British Museum.

Le sculture del Partenone sono in realtà diversi tipi di decorazioni architettoniche in marmo provenienti dal Tempio dedicato alla dea Atena edificato sull’Acropoli di Atene.

15 metope, 17 figure di frontoni e 75 metri del fregio originale: considerato che circa il 50% della decorazione architettonica originale del Partenone è andato perduto, la collezione del British Museum rappresenta un tesoro dal valore inestimabile.

Il fatto che sia pressoché impossibile ricostruire completamente il Partenone, o riunirlo alla sua decorazione scultorea, è la motivazione principale che spinge il British Museum a non cedere alla richiesta di restituire alla Grecia le sculture (tra l’altro, secondo quanto si legge dal sito del British Musem stesso, sembrerebbe mai ricevuta formalmente).

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La Sala 18 completamente dedicata alle sculture del Partenone

Come hanno fatto le sculture del Partenone ad arrivare al British Museum?

Dobbiamo tornare all’inizio del XIX secolo, quando l’Impero Ottomano costituiva l’autorità di governo ad Atene.
L’ambasciatore britannico, Lord Elgin, chiese ed ottenne il permesso di poter non solo disegnare e misurare le sculture, ma anche di rimuoverle e trasportare in Gran Bretagna circa la metà delle sculture rimaste dalle rovine del Partenone.

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Le sculture del Partenone


Prima di accedere all’enorme sala con le sculture del Partenone verrete sicuramente catturati dalla bellezza del Monumento delle Nereidi.

Si tratta di una tomba monumentale destinata ad Erbinna, sovrano di Lycian Xanthos nell’odierna Turchia sud-occidentale.

Sebbene non fosse greco, Erbinna scelse di essere sepolto in una tomba che assomigliava a un tempio greco di ordine ionico e collocato su un alto basamento, secondo la tradizione locale per le sepolture di persone di alto rango.

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L’incanto del Monumento delle Nereidi

Statue dei Moai (Room 24)

Il British Museum custodisce due grandi moai in pietra provenienti da Rapa Nui: Hoa Hakananai’a e Moai Hava.

Hoa Hakananai’a (che significa “amico perduto, nascosto o rubato”) risale all’incirca al 1000-1200 d.C. ed è interamente scolpito nel basalto.

Nella parte posteriore presenta intricati petroglifi associati alla religione degli uccelli, propria dell’Isola di Pasqua.

Questo moai è esposto in modo permanente al British Museum, mentre il Moai Hava (tradotto come “sporco, ripudiato, o perso”) è accessibile solo su appuntamento: risalente al periodo compreso tra il 1100 e il 1600 d.C., è realizzato in tufo vulcanico.

I moai sono arrivati al British Museum nel 1869, a seguito del ritrovamento delle statue da parte dell’equipaggio di una nave da rilevamento britannica durante una visita a Rapa Nui.

Nel 2018 è stata ufficialmente presentata da parte delle autorità di Rapa Nui una richiesta scritta per la restituzione dei moai, a cui è seguita – per il momento – solo una visita ufficiale dei rappresentanti della comunità Rapa Nui al British Museum.

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Una delle due statue moai del British Museum

Serpente Azteco (Room 27)

Originario dell’attuale Messico, si tratta di una scultura di serpente a due teste del XV-XVI secolo.

Realizzato in legno di cedro e ricoperto da un mosaico di pietre turchesi e rosse, si ritiene essere legato ad un significato rituale come indicato anche dai due fori che consentivano di indossarlo come pettorale.

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La teca con il serpente azteco

Marmi di Amaravati (Room 33a)

Una deviazione nell’ala del British Museum dedicata all’Asia meridionale per ammirare le sculture del Tempio di Amaravati, uno dei siti buddisti più importanti dell’India risalente al 200 a.C.

Le rovine del santuario si trovano nel sud-est dell’India, ma qui è possibile ammirare alcuni pannelli e ruote decorative che originariamente ricoprivano la grande stupa e che riportano scene della vita del Buddha.

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Le grandi ruote che ricoprivano il Tempio di Amaravati

Galeone meccanico (Room 39)

Le Sale 38 e 39 ripercorrono l’evoluzione degli orologi meccanici: dagli orologi domestici complessi e decorativi ai cronometri marini, passando per il moderno cronometraggio di precisione.

Vale la pena soffermarsi in particolare sul galeone meccanico, costruito intorno al 1585 in Germania.

Si tratta di un ornamento da tavolo realizzato in ottone dorato e dal design elaborato e ricco di dettagli.
Oltre a funzionare come orologio doveva esibire una serie di movimenti automatizzati come spostarsi in avanti sulle ruote, emettere fumo dai cannoni e suonare musica.

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L’orologio meccanico a forma di galeone

Scacchi di Lewis (Room 40)

I pezzi di scacchi più famosi al mondo.

Si tratta di 78 pezzi di scacchi rinvenuti misteriosamente nel 1831 sull’Isola di Lewis, nelle Ebridi Esterne.
L’ipotesi più accreditata è che facessero parte del carico di una nave mercantile naufragata sulle coste dell’isola scozzese, successivamente nascosto e mai recuperato come dimostra l’assenza di segni di usura.

Datati tra il 1150 e il 1175, gli scacchi sono realizzati in avorio di tricheco e raffigurano re, regine, vescovi, cavalieri, guardie e pedoni: il loro stile rigido e stilizzato si ritrova sia in Scandinavia che in Gran Bretagna, per cui l’origine rimane tuttora incerta in quanto attribuibili ad entrambe le sponde del Mare del Nord.

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Gli scacchi di Lewis
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La ricchezza e precisione degli intagli

Manufatti della sepoltura di Sutton Hoo (Room 41)

Una scoperta avvenuta per caso e perdipiù fatta da un archeologo dilettante, tale Basil Brown, sotto la supervisione di Edith Pretty, proprietaria della tenuta di Sutton Hoo nel Suffolk.

Nel 1939 viene ritrovata la più ricca tomba medievale d’Europa ancora intatta, una scoperta paragonabile alla Tomba di Tutankhamon in Egitto.

Un monumento funerario ascrivibile ad un re anglosassone dalle dimensioni epiche: una nave lunga 27 metri con all’interno una camera sepolcrale piena di broccati, argenteria, accessori d’oro e l’iconico elmo, il pezzo più famoso dell’intera sepoltura.

Fun fact: da questa storia Netflix ha tratto persino un film, The Dig, che ripercorre appunto il ritrovamento della sepoltura di Sutton Hoo.

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Il pezzo più famoso della sepoltura di Sutton Hoo: come è stato ritrovato….
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…e la ricostruzione di come doveva essere originariamente

Tesoro di Oxus (Room 52)

La Sala 52 celebra l’Iran e l’Impero Persiano fondato da Ciro Il Grande.

Oltre alle sculture provenienti dall’antica Persepoli, qui è custodito il tesoro di Oxus, una collezione di circa 180 pezzi di oro e di argento ritrovati fra il 1877 e il 1880 nei pressi del fiume Oxus, nell’odierno Tajikistan.

Il tesoro comprende bracciali, anelli, statuette, targhe votive, monete, vasi e sigilli: tra i pezzi più famosi il bracciale con le teste di grifoni e la quadriga.

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La quadriga dorata del Tesoro di Oxus

La mappa del mondo di Babilonia (Room 55)

In questa sala viene ripercorsa la storia dell’Impero Babilonese attraverso una serie di tavolette di argilla provenienti dalla biblioteca del Re Assurbanipal a Ninive, scritte in caratteri cuneiformi.

Tra queste una piccola tavoletta risalente al VI secolo a.C. raffigura la mappa del mondo: un disco circondato da un anello d’acqua e con al centro la stessa Babilonia insieme alle otto province allora conosciute.

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La pietra con incisa la mappa del mondo di Babilonia

Gioco reale di Ur (Room 56)

Gli oggetti esposti nella Sala 56 illustrano il successo economico basato sull’agricoltura, l’invenzione della scrittura, nonché gli sviluppi tecnologici e artistici alla base dei regni dei Sumeri, degli Accadi e dei Babilonesi.

Particolarmente importanti sono gli oggetti rinvenuti nel cimitero reale di Ur, nel sud dell’Iraq, tra cui tombe, scheletri, gioielli, ceramiche, strumenti musicali e…un gioco!

Risalente al III millennio a.C., le regole di questo gioco da tavolo sono rimaste oscure fin quando, all’inizio degli anni Ottanta, l’allora curatore del British Museum non ha decodificato una tavoletta cuneiforme contenente le istruzioni di gioco.

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Molti studiosi lo ritengono l’antesignano del moderno backgammon

Mummia di Katebet (Room 63)

Ancora reperti egizi al British Museum, questa volta in una sala tutta dedicata ai riti di sepoltura.

Protagonisti quindi sarcofagi, vasi canopi, statuette votive e mummie ovviamente, per la gioia (o il terrore) dei più piccoli.

Tra le meglio conservate quella di Katebet, sacerdotessa del Tempio Amon a Karnak, con la sua maschera funeraria in cartonnage splendidamente dipinta.

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La mummia meglio conservata del British Museum

Armatura di samurai (Room 93)

Anche un po’ di Giappone al British Museum.

La Sala 93, realizzata grazie al contributo della Mitsubishi Corporation, permette di esplorare come la continuità con la tradizione e la spinta all’innovazione abbiano plasmato il Giappone e le sue relazioni con il resto del mondo.

Tra gli oggetti in mostra – dagli antichi vasi ai manga, passando dalle maschere di teatro tradizionale – l’attenzione viene catturata dalla bellissima armatura di samurai realizzata per un membro della potente famiglia Mori, signori del Giappone occidentale.

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Un samurai al British Museum

Consigli furbi per ottimizzare la visita del British Museum

  • Il British Museum è letteralmente preso d’assalto ogni giorno e la fila per entrare su Great Russell Street può essere veramente lunga, specialmente all’apertura.
    Non tutti però sanno che è possibile entrare al British Museum…dal retro! In Montague Place si trova infatti un’entrata secondaria: qui la fila è solitamente molto più scorrevole e si accede immediatamente al Livello -1 e alla Sala 24 con la statua del Moai.
  • Se arrivate all’apertura andate subito alla Sala 4 con la Stele di Rosetta, per cercare di ammirarla con meno gente possibile intorno: sappiate comunque che nella Sala 1 c’è una riproduzione in scala della Stele che è possibile toccare e osservare da vicinissimo.
  • Infine, un ultimo consiglio per scattare una splendida foto dall’alto sulla Great Court: guardando l’ingresso che dà su Great Russell Street e tenendo la Great Court alle vostre spalle prendete le scale a destra (South Stairs) che vi porteranno all’Upper Floor. Prima di addentrarvi nelle gallerie, affacciatevi nella piccola nicchia che guarda direttamente sulla Great Court et voilà: questo è il risultato.
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L’imponente Great Court con all’interno la Reading Room

Come raggiungere il British Museum

Il British Museum si trova nel centralissimo – ed elegantissimo – quartiere di Bloomsbury.

La stazione della metro più vicina è Tottenham Court Road, servita dalla Central, Northern e adesso anche Elizabeth Line, a soli 5 minuti a piedi dal British Museum.

In alternativa potete usare le fermate di Holborn, Russell Square e Goodge Street, tutte comunque a meno di 10 minuti a piedi dal British Museum.

Orari di apertura e biglietti d’ingresso del British Museum

Il British Museum è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 17 (il venerdì fino alle 20.30), con ultimo ingresso 1 ora prima dell’orario di chiusura.

La bellissima notizia è che i biglietti d’ingresso al British Museum sono gratis!
Avete capito bene: l’entrata è libera, sono a pagamento solo le esposizioni/mostre temporanee.
All’uscita potete comunque lasciare un contributo – viene suggerita una donazione di 5£ – per il mantenimento del museo.

Visitare il British Museum con il Covid-19

Per garantire una visita sicura viene consigliato di prenotare il proprio slot d’ingresso dal sito ufficiale del British Museum.

Sono comunque disponibili degli ingressi per chi arriva al British Museum senza prenotazione, anche se in caso di troppa affluenza l’ingresso potrebbe non essere garantito.

Inoltre viene consigliato di indossare la mascherina all’interno del museo e di sanificarsi le mani dopo aver toccato le porte tra una sala e l’altra.

Per il resto enjoy your visit e fatemi sapere se la guida vi è stata utile!

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