Non sono particolarmente superstiziosa.
Non credo ai venerdì 17, alla cabala, al malocchio.
E nemmeno al detto anno bisesto anno funesto.

Amuleti, portafortuna, cornetti vari non fanno per me, eppure devo ammettere che sono caduta nella tentazione di recuperarne uno…

Il 2016 è stato un anno piuttosto difficile. Denso e impegnativo. Nel bene e nel male.

E non parlo soltanto degli addii che ci sono stati, che del resto fanno parte del ciclo della vita ma a cui purtroppo non si è mai pronti, quanto piuttosto di momenti passati in apnea, notti insonni, incomprensioni.

Il 2016 però è stato anche l’anno di una casa tutta nostra da inventare, pezzettino dopo pezzettino, delle risate di cuore, di occhi bellissimi che mi guardano con la certezza di esserci sempre l’uno per l’altro.

Caro 2016 mi hai dato tanto come mi hai preso tanto, forse anche troppo.

Ciò che è stato detto e fatto non si può cancellare, non si può tornare indietro ed è giusto così.
Io sono qui più carica che mai, con in testa nuove idee, nuovi progetti, nuovi viaggi.

Perciò ti saluto 2016. Te lo dico senza pretese e senza rimpianti: non mi mancherai.

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