Premessa: questo post fa parte della rubrica #throwbackthursday, una sorta di bigino fotografico su cosa vedere a Kyoto in questo caso.
Per il primo post della rubrica #throwbackthursday vi porto in Giappone.
E nell’eterno dilemma che affligge ogni viaggiatore al suo ritorno – ovvero se gli sia piaciuta di più Tokyo o Kyoto, senza peraltro sapersi decidere – io vi propongo per prima l’antica capitale.
Kyoto che è di un’eleganza delicata, di una bellezza struggente e senza tempo, che seduce e conquista.
Ecco qui il mio #throwbackthursday a Kyoto.
Il biglietto d’ingresso del Kinkaku-ji che ora è diventato uno dei miei segnalibri preferiti: non è bellissimo?
Geishe durante un’esibizione al Gion Corner: quando l’essere donna diventa un’arte
5+2+3+2+3: l’enigma delle quindici rocce del Ryoan-ji
Kyoto ha fortuna, fortuna e palazzi, tetti alati, gradini in scala musicale. Attempata ma civettuola, di pietra ma viva, di legno ma come se crescesse dal cielo alla terra – Wislawa Szymborska
Campanelle e preghiere al Kyomizudera, uno dei templi più belli di Kyoto
Kyoto letteralmente significa “capitale di tranquillità e pace“
Ma Kyoto è anche case da tè dove gustare una tazza di matcha accompagnata da uno yokan, un dolcetto gelatinoso a base di agar, zucchero, amido e fagioli rossi azuki (so quello che state pensando: Mila Fagiolirossi…!!!)
Secondo un proverbio giapponese “il bambù che si piega è più forte della quercia che resiste” e questa è la famosissima foresta di bambù di Arashiyama
La magia dei mille torii rossi del Fushimi Inari al calar della sera: mi raccomando non fermatevi alla base dove si raduna tutta la gente, ma proseguite oltre e salite fino alla sommità della montagna, ne vale davvero la pena
Il nostro appuntamento serale con lo spettacolo di luci e suoni alla stazione di Kyoto prima di andare a dormire