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Sentiero delle vasche e Piana di San Tomaso da Valmadrera

by Elena_myscratchmap

Last Updated on 7 Giugno 2021 by Elena_myscratchmap

Avete mai sentito parlare del Sentiero delle vasche?
Si tratta di un percorso attrezzato che da Valmadrera risale la forra scavata dal torrente Inferno, tra cascate, pozze d’acqua e massi giganti da superare.

Un sentiero molto bello e avventuroso, da percorrere però prestando costante attenzione ai passaggi su roccia e solo con il giusto equipaggiamento.

Dati tecnici Sentiero delle vasche da Valmadrera

Punto di partenza: Santuario di San Martino a Valmadrera
Punto di arrivo: Piana di San Tomaso
Dislivello: 350 metri
Durata: 3 ore circa per l’intero giro
Difficoltà: Sentiero attrezzato per escursionisti esperti (sui cartelli è contrassegnato come impegnativo), da percorrere solo con scarpe da trekking e da evitare assolutamente dopo che ha piovuto

Il Sentiero delle vasche: il percorso

Il punto di partenza del Sentiero delle vasche è il Santuario di San Martino a Valmadrera, dove è anche possibile lasciare la macchina nel comodo parcheggio sottostante.

Le indicazioni “ufficiali” sul sito Turismo Valmadrera indicano l’attacco del sentiero appena dietro la V Cappelletta della Via Crucis che conduce al Santuario: in realtà noi non abbiamo trovato cartelli e il sentiero che scende verso il torrente, appena superato il ponticello di ferro, era sbarrato e sembrava perdersi nella fitta vegetazione.

Siamo così tornati indietro e abbiamo proseguito lungo la Via Crucis fino all’VIII Cappelletta dove si trovano diversi cartelli, tra cui quello che indica il Sentiero delle vasche.


Da questo punto si guadagna velocemente il greto del torrente Inferno e il sentiero, costeggiato da tubi, ne segue il corso arrivando così alle prime “vasche”.

Fin da subito vi accorgerete dei gradini intagliati nella roccia che consentono di superare le pozze in altezza, mentre per passare da una sponda all’altra dovrete usare i sassi in mezzo al torrente: fate attenzione a non scivolare.

Seguendo i segni bianco-rosso-gialli si arriva alla piccola diga artificiale del Vascun: qui vedrete sulla vostra destra una scala in cemento che vi permetterà di superarla agevolmente.
Prima di salire però, scendete lungo i massi a sinistra per non perdervi la cascata più bella dell’intero percorso e che rimane nascosta in un anfratto: la Cascada del Vascun.

Tornati indietro alla scaletta, si prosegue aiutandosi con alcune corde metalliche che permettono di superare un passaggio su roccia scivoloso e di arrivare in cima alle rupi.
Qui, in prossimità di due grandi massi con i resti di una vecchia teleferica, incontrerete sulla destra il sentiero che permette di raggiungere San Tomaso evitando la seconda e più difficile parte del Sentiero delle vasche.

Se decidete di continuare seguite invece il sentiero basso che piega a sinistra inoltrandosi nella vegetazione, così da rientrare nella gola del torrente proprio sopra la Cascada del Vascun.

Il sentiero prosegue abbastanza agevolmente tra cascatelle e sassi, fino ad incontrare alcuni passaggi attrezzati in sequenza ravvicinata: i primi due solo con catene, dove dovrete issarvi su grandi massi da superare, mentre l’ultimo è in realtà un doppio passaggio con catene e staffe metalliche su cui fare presa con i piedi inserite nel grande masso da superare e poi delle catene per superare un passaggio esposto, stretto e scivoloso.

Attenzione: se non ve la sentite di affrontare questo ultimo doppio passaggio, potete evitarlo imboccando il sentierino che sale sulla vostra destra e che si ricongiunge poco più avanti

Da qui si continua lungo la forra fino ad incontrare un sasso dove è segnalata in modo ben visibile l’indicazione “Uscita” che segna il termine del Sentiero delle vasche.

Salita alla località Taia Sass

Usciti dal Sentiero delle vasche, si prosegue in salita nel bosco seguendo il sentiero OSA 5 fino a raggiungere la località Taia Sass.
Taia Sass” è il termine dialettale con cui viene chiamata la località Molinata dove, tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, venivano tagliati i grandi blocchi di serpentino.

Ancora oggi è possibile ammirare un grosso masso di serpentino tagliato e lasciato qui a causa di una frattura interna alla roccia che lo rendeva inadatto al commercio.

Arrivo alla Piana di San Tomaso e rientro a Valmadrera

Dal Taja Sass si prosegue verso San Tomaso lungo il sentiero sulla destra, decisamente più semplice e quasi pianeggiante.
Arrivati alla Piana di San Tomaso potrete ammirare il panorama sulle montagne e i laghi lecchesi: la vista spazia infatti dalle Grigne al Resegone, dal Lago di Como ai Laghi Briantei.

Dopo esservi rilassati sul grande prato di fronte alla Chiesetta di San Tomaso, e perché no rifocillati al Ristoro OSA o all’Agriturismo Rusconi, potete rientrare a Valmadrera seguendo il comodo sentiero 3 che in circa mezz’ora vi porterà in Località Belvedere.

Da qui si ritorna al Santuario di San Martino in circa 15 minuti di camminata.

Il Santuario di San Martino a Valmadrera

Prima di andare via, vale la pena fare una visita al Santuario di San Martino.
Il Santuario sorge in una posizione elevata rispetto all’abitato di Valmadrera, su quello che un tempo era un insediamento medievale con funzioni di avvistamento.

Dedicato a San Martino, il Santuario conserva al suo interno un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna che allatta Gesù Bambino e per questo è anche conosciuto come Santuario della Madonna del Latte.

L’interno è semplice, con una navata unica su cui si aprono due cappelle laterali affrescate: in quella di destra in particolare, sono raffigurate scene della Crocifissione e il famoso episodio in cui San Martino a cavallo dona il suo mantello ad un povero.

Sentiero delle vasche con bambini: sì o no?

Un’ultima considerazione finale sul Sentiero delle vasche: sul web mi è capitato di leggere articoli che lo descrivono come un sentiero da fare con i bambini.

Dopo averlo fatto, mi sento di dire che non è un sentiero adatto ai bambini troppo piccoli per due motivi: il primo è che è alcuni tratti sono davvero scivolosi e bisogna stare molto, molto attenti.
Il secondo è che nei passaggi attrezzati esposti e che richiedono forza di braccia per issarsi, i più piccoli potrebbero trovarsi in difficoltà (per non dire pericolo) e con loro gli adulti che li accompagnano.

Per bambini più grandicelli, se abituati a camminate in montagna, il Sentiero delle vasche può essere un primo approccio ai sentieri attrezzati, ma mi sento di consigliare imbragatura e corda di sicurezza.

Sicuramente non è un sentiero adatto a famiglie che vanno in montagna poche volte l’anno o comunque abituate a sentieri semplici: per loro meglio arrivare a San Tomaso dal sentiero normale o eventualmente allungando il giro passando dal Sasso di Preguda.

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