I sette segreti di Bologna: quali sono e dove trovarli

by Elena_myscratchmap

Avete mai sentito parlare dei segreti di Bologna?

Si dice siano sette, anche se poi ne salta sempre fuori qualcuno in più: non esiste infatti una lista “ufficiale” e credo che gli stessi bolognesi si divertano ad aggiungerne di nuovi.

Bologna la Dotta, la Grassa e la Rossa quindi, ma anche una Bologna insolita e curiosa.
E i sette (e più) segreti di Bologna sono un ottimo modo di andare alla scoperta di questa città dove non ci si stanca mai di tornare.

1. La finestrella di Via Piella

Un angolino di Bologna noto con il soprannome di Piccola Venezia.
Da qui si ha uno scorcio suggestivo sul Canale delle Moline, uno dei tanti canali che scorrono nel sottosuolo di Bologna e che qui affiora in superficie.

Proprio da un lato di Via Piella, vicino al numero 16, c’è una piccola e romantica finestrella: affacciandovi, con un pò di fantasia, vi sembrerà di essere a Venezia.

2. Il telefono senza fili di Palazzo Podestà

Avete presente la whispering gallery di St. Paul a Londra? Ecco, anche a Bologna esiste qualcosa di simile.

Vi basterà mettervi ai due angoli diagonalmente opposti del voltone di Palazzo Podestà, girarvi verso le colonne e iniziare a sussurrare.
Come per magia riuscirete a sentirvi anche parlando a bassissima voce: è il cosiddetto “effetto ellisse”, pura e semplice fisica applicata, in passato utilizzato come modo sicuro per confessare i lebbrosi.
Provare per credere.

3. L’erezione del Nettuno

Sicuramente il segreto più osé di Bologna.

Posizionatevi sui gradini della Sala Borsa (c’è una mattonella più scura che indica il punto esatto dove mettersi) e guardate verso la fontana del Nettuno.
Notate qualcosa di strano? Tranquilli, non state avendo le allucinazioni!
Sembrerebbe infatti che il cardinale che commissionò al Giambologna la statua del Nettuno, chiese allo scultore di “ridurne” la virtù.
Il Giambologna fece come richiesto, ma non senza avere l’ultima parola: da quella particolare angolazione infatti, un dito della mano del Nettuno lo fa apparire…ultradotato!

Il Nettuno secondo i canoni morali dell’epoca…
….lo scherzetto prospettico del Giambologna

4. Canabis Protectio

Sotto le volte del portico all’angolo tra Via Indipendenza e Via Rizzoli troverete una scritta curiosa.
Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia“: il pane è vita, la cannabis è protezione, il vino è gioia.

Se per quanto riguarda pane e vino siamo tutti d’accordo, la frase “canabis protectio” può apparire quantomeno singolare.
In realtà sembra che il suo significato sia da collegare al commercio della canapa da cui in passato Bologna derivava gran parte delle sue ricchezze.

5. Le tre frecce di Corte Isolani

Sul soffitto del portico di Strada Maggiore, all’ingresso di Corte Isolani, si trovano conficcate…tre frecce.
Ma come hanno fatto a finire lì?

Leggenda vuole che tre briganti si fossero appostati per uccidere un signorotto bolognese, ma al momento di scoccare il tiro mortale furono distratti da una fanciulla che si affacciò nuda da una finestra del porticato.
Fu così che il signorotto si salvò e le tre frecce si conficcarono nel soffitto.
Aguzzate bene la vista perchè non è così facile individuarle: noi ne abbiamo viste solo due, ma voi magari siete più bravi!

Vedete le due frecce che abbiamo fotografato? La terza per noi rimane un mistero!

6. Il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli

Si dice che in cima Torre degli Asinelli ci sia un vaso rotto.

In realtà questo vaso nessuno lo ha mai visto perchè…non c’è!
Si tratta di una bufala allora? Diciamo che più che altro chi ha inventato questo segreto ha voluto trovare una metafora per simboleggiare la capacità politica di Bologna nella risoluzione dei conflitti.

7. Panum resis

Così come il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli, anche questo segreto è piuttosto controverso.

La scritta “panum resis” sarebbe incisa in una delle cattedre di Palazzo Poggi, sede storica dell’Università di Bologna, ma nessuno è mai stato in grado di individuarla.
Il significato di questa scritta, letteralmente “il pane della resistenza“, indicherebbe la conoscenza come fonte base per ogni decisione.
Un concetto non a caso associato all’università più antica del mondo.

Questi sono i sette segreti più o meno ufficiali di Bologna, ma i misteri di questa città non finiscono qui!

666 portici fino a San Luca

Con i suoi 3.796 metri, da Porta Saragozza al Colle della Guardia, il portico di San Luca è il più lungo del mondo.

Quello che non tutti sanno è che il portico che conduce al santuario è costituito da 666 arcate, secondo la simbologia biblica il numero del diavolo.
Se avete fatto almeno una volta il percorso su su fino a San Luca avete notato che su ogni arco è riportato un numero progressivo. Convenzionalmente l’ultimo arco è indicato con il numero 658, ma bisogna ricordare che originariamente la numerazione era diversa.
Quel che è certo è che si tratta di una metafora per rappresentare la Vergine (il Santuario stesso) che schiaccia il serpente tentatore (i 666 archi del porticato ovvero il diavolo).

Il complesso delle sette chiese

Il complesso di Santo Stefano, conosciuto come “le Sette Chiese”, è uno dei luoghi più suggestivi di Bologna.

Ma perché Sette Chiese?
Un tempo qui erano ospitati sette edifici sacri collegati tra loro. Soltanto quattro però sono sopraggiunti fino a noi: la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Santo Sepolcro, la Basilica dei Santi Vitale e Agricola e la Chiesa della Trinità. Nonostante ciò il soprannome è rimasto.

Il lampione delle nascite

Tra Via Rizzoli e Piazza Nettuno, precisamente all’angolo con Palazzo Re Enzo, c’è un lampione speciale.

Dal 2012 questo lampione sprizza un lampo di luce ogni qual volta che a Bologna viene nasce una bambino.
Il lampione è infatti collegato a due dei più importanti ospedali bolognesi (Sant’Orsola e Maggiore): ogni volta che in sala parto viene data alla luce una nuova vita, anche il lampione emette un segnale luminoso per condividere la bella notizia.

L’effetto cannocchiale di San Michele in Bosco

Il mio segreto preferito in assoluto e forse anche quello meno conosciuto.

Per scoprirlo dovete raggiungere quello che adesso è l’Istituto Ortopedico Rizzoli, ma che un tempo era il Convento di San Michele in Bosco.
Salite poi al secondo piano dove troverete una grande finestra, esattamente in asse con la Torre degli Asinelli.
Percorrendo il lungo corridoio noterete che più vi avvicinerete alla finestra e più la Torre si allontanerà, mentre più avvicinerete e più la Torre vi sembrerà più grande e vicina!
E’ il cosiddetto “effetto cannocchiale“, splendida illusione ottica che sembra fatta apposta per ricordarci che è tutto una questione di prospettiva.

Siamo arrivati alla fine, ma ora ditemi: conoscevate tutti questi segreti di Bologna?

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