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#QuelRamoDelLagoDiComo: il Medioevo a Corenno Plinio

By on 30 Maggio 2017
Corenno Plinio

Era da un po’ di tempo che volevo parlarvi di un posticino davvero carino che anche io ho scoperto relativamente da poco.

Immaginatevi un castello, arroccato in cima ad un promontorio, ripide scalette (o “scalotte”, come si chiamano qui) che si susseguono in ogni direzione, case di altri tempi affacciate direttamente sul Lago.

Vi presento il piccolo borgo di Corenno Plinio.

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#QuelRamoDelLagoDiComo: Villa Manzoni e i presepi in mostra

By on 24 Dicembre 2015

Lecco e il Manzoni.
Come a dire questo matrimonio s’ha da fare.

Piazza Manzoni, Teatro Manzoni, Ospedale Manzoni, Liceo Manzoni, Ponte Manzoni.
Per non parlare degli itinerari manzoniani che portano alla scoperta di luoghi e suggestioni descritti ne I Promessi Sposi.

Ma se ancora si dibatte sul fatto che Renzo e Lucia siano effettivamente esistiti o meno, quello che è certo è il forte legame tra lo scrittore e la città ai piedi del Resegone.

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#QuelRamoDelLagoDiComo: Varenna, la più bella del reame

By on 19 Novembre 2015

Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? 

 

Se io fossi lo specchio e il reame fosse Quel Ramo del Lago di Como risponderei senza dubbio lei.
Varenna
.

Un vecchio adagio che circola sul nostro Lago recita:

Se del Lago sei amante
Bellagio è la perla
Varenna il diamante

 

Per me in effetti è proprio così.
Affascinante senza essere altezzosa.
Autenticamente laghèe eppure con una naturale vocazione all’internazionalità, tanto da essere forse più conosciuta dai turisti stranieri che dagli italiani stessi.
Allegra e malinconica allo stesso tempo, come solo una località di lago può essere.

Il diamante del nostro Lago merita di essere scoperto con calma, magari in un pomeriggio d’autunno lontano dalla ressa delle giornate estive.
Varenna ammalia chiunque la visiti e non manca mai di stupire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Semplicemente è la più bella.

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#QuelRamoDelLagoDiComo: prima tappa, Castello di Vezio!

By on 26 Settembre 2015

Per inaugurare la serie di post dedicati a #QuelRamoDelLagoDiComo non potevo che iniziare da uno dei luoghi che preferisco in assoluto: il Castello di Vezio.

Arrocato sopra un promontorio che sovrasta un’altra perla del lago, Varenna, il Castello domina il piccolo borgo di Perledo.
Ed è proprio la posizione, estremamente scenografica, il suo fiore all’occhiello.

 

Superato il giardino pieno di ulivi, si accede al cortile interno e varcato il ponte levatoio è possibile salire sulla torre di avvistamento.

 

Da quassù i tre rami del Lago di Como si distendono in un panorama a 360 gradi.
La penisola di Bellagio taglia a metà il Lago: a sinistra il ramo di Lecco, mentre dritto di fronte a voi il ramo di Como con il profilo della penisola di Ossuccio.

 

 



Ma il Castello di Vezio è famoso anche per gli spettacoli di falconeria.
Artù, Linda, Parsifal, Regina, Semola e Tristan sono i bellissimi rapaci che vengono accuditi ed addestrati dai falconieri del Castello.

Photo credits: www.castellodivezio.it

E’ possibile assistere sia alle fasi di addestramento che alle esibizioni di volo che si tengono nel giardino del Castello – condizioni metereologiche e di salute degli stessi rapaci permettendo.
Infine il Castelli nasconde una piccola curiosità: passeggiando noterete infatti delle strane statue in gesso disseminate qua e là che ricordano dei fantasmi.

Ebbene si tratta di calchi che vengono realizzati ogni anno all’inizio dell’estate grazie ai turisti che si offrono volontari mettendosi in posa dopo essere stati ricoperti di gesso e garza.
Trascorso il tempo di posa la scultura viene sfilata e rimane al Castello fino a quando la neve invernale la scioglie.

Informazioni pratiche
Il Castello di Vezio è generalmente aperto tutti i giorni dai primi di marzo ai primi di novembre.
Il biglietto d’ingresso costa 4€.
Qui potete consultare gli orari degli spettacoli di falconeria, definiti settimanalmente.

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#QuelRamoDelLagoDiComo

#QuelRamoDelLagoDiComo

By on 19 Settembre 2015

Settembre. Tempo di nuovi inizi e nuove idee.
Tempo di sogni, tempo di possibilità concrete che si spalancano davanti agli occhi.

Il viaggio in Giappone mi ha caricato come non mai. Ho staccato veramente da tutto, svuotato la testa, esplorato questo pezzettino di mondo godendomi semplicemente la magia del viaggio.
Il Giappone è stato uno shock, una scossa.
Ma di quelle che fanno bene.
Andare lontano per apprezzare ancora di più i luoghi che chiamiamo casa. Anche questo è stato un regalo del Giappone.

Così è nata l’idea di dedicare una sezione del blog a #QuelRamoDelLagodiComo che – chiariamolo una volta per tutte – NON è il ramo che fa capo a Como, ma l’altro lato, l’altra gambetta della Y rovesciata.

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno,
tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi,
a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli,
vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume,
tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte;
e il ponte, che ivi congiunge le due rive,
par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione,
e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia,
per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo,
lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni

La citazione manzoniana però non basta e nella reatà deve fare i conti con il suo ingombrante gemello.
Decisamente più famoso, più ammiccante, più glamour.
Voglio dire, ci si è messo pure Clooney.

So bene che, nonostante la geografia sembri suggerire il contrario, il Lago è uno solo e che finchè non si farà “sistema” sarà sempre e comunque una mezza vittoria.

Ma mentre il lato comasco è già cigno, quel ramo del lago che fa capo a Lecco è ancora un brutto anatroccolo che poco crede in se stesso.
Serve solo una spintarella, un’iniezione di fiducia.
Ed è quello che voglio fare nel mio piccolo portandovi alla scoperta dei luoghi noti e meno noti di questa parte del lago.

Perchè del resto nella favola del brutto anatroccolo facciamo tutti il tifo per lui.

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