Dalla A alla Z | Europa | Isole Faroe

Come organizzare un viaggio fai da te alle Isole Faroe: consigli pratici dalla A alla Z

By on 26 Settembre 2018
Mappa viaggio alle Faroe

Dove andate di bello quest’estate?
Alle Isole Faroe!
Eh?!? E dove sarebbero?

Le nostre conversazioni pre-partenza con chiunque ci domandasse dove saremmo andati sono state più o meno cosi, a parte qualche – rara – eccezione.
C’è addirittura chi ci ha chiesto se fossero “ma sì quelle isole  lá, quelle contese tra Inghilterra e Argentina“. Mmm no, iniziano sempre per F ma non sono le stesse Isole.
Questo per dire che le Faroe sono ancora lontane dal turismo di massa e, nonostante comunque negli ultimi anni la loro popolarità sia decisamente cresciuta, rimangono una meta non comune.

Un viaggio alle Faroe è qualcosa di speciale: un viaggio non da tutti e forse nemmeno per tutti.
Ma se siete amanti dei paesaggi nordici, delle atmosfere solitarie e della natura incontaminata, allora le Faroe sono quello che fa per voi.

In questo post trovate i miei consigli per organizzare un viaggio alle Isole Faroe in completa autonomia. Rigorosamente dalla A alla Z.

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Asia | Dalla A alla Z | Israele

Come organizzare un viaggio fai da te in Israele: consigli pratici dalla A alla Z

By on 26 Luglio 2018
Mappa viaggio Israele

Israele è uno di quei luoghi che ti spiazzano.

Per tanti motivi.
Per il peso della storia che qui si tocca con mano.
Per l’intensità delle esperienze religiose.
Per le realtà di vita che si incontrano.

Sono partita con poche – pochissime – certezze per tornare indietro con ancora più dubbi e domande.
Questo viaggio ha innescato dentro di me un vortice di pensieri, un flusso di coscienza a cui sto cercando di dare ordine e forma.

Inizio allora con quello che ormai è diventato un appuntamento fisso di ritorno da ogni viaggio importante. Ecco qua i miei consigli per organizzare un viaggio fai da te in Israele, come sempre dalla A alla Z.

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Africa | Dalla A alla Z | Sudafrica

Come organizzare un viaggio fai da te in Sudafrica: consigli pratici dalla A alla Z

By on 7 Marzo 2018
Mappa viaggio in Sudafrica

Never, never and never again
shall it be that this beautiful land
will again experience the oppression of one by another
– Nelson Mandela

Il Sudafrica è un paese vastissimo.
Vastissimo e diversissimo.
E’ Africa ma allo stesso tempo anche Europa, America, Australia.

La terra rossa che si butta nell’oceano, il deserto che lascia spazio a foreste verdissime. E poi ancora colline rigogliose, lagune, cascate, distese di terra arida che si alternano a campi fioriti.
Un panorama che cambia in continuazione nel giro di pochissimi chilometri, cartoline esotiche che si alternano a paesaggi che sanno di casa.

Il Sudafrica è davvero tutto il mondo in un solo paese.

In questo post trovate i miei consigli per organizzare un viaggio fai da te in questo paese immenso e generoso. Come al solito consigli pratici dalla A alla Z.

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Dalla A alla Z | Europa | Irlanda

Come organizzare un viaggio fai da te in Irlanda: consigli pratici dalla A alla Z

By on 31 Luglio 2016

State per partire per un fantastico viaggio in Irlanda e avete ancora qualche dubbio? Niente panico!

Dopo i nostri due viaggi on the road in terra irlandese qui trovate i miei consigli per organizzare un viaggio fai da te in Irlanda.
Come al solito consigli pratici dalla A alla Z.

A – Aran Islands

Inishmore, Inishman, Inisheer.
Tre isolette al largo della contea del Clare anche se giuridicamente appartengono a quella di Galway.
Qui, dove vengono prodotti i famosi maglioni di lana, il tempo sembra essersi cristallizzato insieme agli infinti muretti a secco che costeggiano le strade immerse nel verde.

Noi abbiamo visto sia Inishmore, la più grande delle tre isole con il suggestivo forte Dun Aengus a strapiombo sull’oceano che da solo merita una visita, che Inisheer con il famoso relitto della nave Plassey. Inishmaan ce la riserviamo invece per un prossimo viaggio, dicono che sia quella più autentica e selvaggia.

Scegliete quella che vi ispira di più ma andateci, ve ne innamorerete. Un mondo a parte rispetto a tutto il resto d’Irlanda.
Sul come raggiungerle scendete fino alla lettera T-Traghetti.

 

B – Bed&Breakfast

Non si può andare in Irlanda e non pernottare in uno dei tantissimi bed&breakfast.
Noi li abbiamo prenotati sempre tutti via mail prima di partire, in modo da non perdere tempo nel cercare una sistemazione per la notte una volta là, ma questo dipende un pò dal vostro modo di viaggiare.

Volete mettere cominciare la giornata con una bella Irish breakfast? (lettera I-Irish breakfast)

C – Cliffs of Moher

Le scogliere irlandesi per definizione.
Una meraviglia della natura che lascia a bocca aperta.
L’accesso alle Cliffs of Moher è libero, ma se arrivate in macchina o in moto ricordatevi che il parcheggio del Visitor Centre è piuttosto salato. Se riuscite cercate di arrivare la mattina presto o il tardo pomeriggio, così da evitare i bus pieni zeppi di grupponi organizzati di turisti.

Avvicinatevi all’O’Brien’s Tower, seguite il sentiero “ufficiale” fino al cartello che vieta di proseguire oltre e poi…superatelo!
Il sentiero non è pericoloso, è abbastanza largo e non ci sono punti particolarmente esposti sullo strapiombo, basta prestare un minimo di attenzione e avere delle scarpe adatte – se non da trekking leggero almeno da ginnastica: ve lo dico perchè ho visto ragazze con le ballerine e ragazzi in infradito. Paura.

Mano a mano che proseguite verso l’altra torre di avvistamento, Hag’s Head, vi ritroverete intorno sempre meno gente.
Non vorrete più andare via.

 

D – Dublino

Ormai lo sapete, io per Dublino ho un debole e ve ne ho già parlato qui. Nonostante ciò mi sento di dire che la vera Irlanda, quella di cui ho più nostalgia, è altrove.
Per cui se siete indecisi se includere o meno Dublino nel vostro giro ricordatevi che è perfetta per un weekend.

E – Éire

Ovvero il nome ufficiale della Repubblica d’Irlanda a partire dal 1937, con l’indipendenza dal governo britannico.
Éire, che significa terra, richiama proprio la dea che nella mitologia celtica aiutò i gaelici nella conquista dell’Isola di Smeraldo.

F – Failtè

Benvenuti in gaelico. Lo troverete scritto ovunque: sui cartelli d’ingresso alle città, all’entrata di negozi e ristoranti, così come sulle insegne dei B&B. L’ospitalità irlandese del resto è leggendaria.  
Céad míle fáilte allora. Cento volte benvenuti.


G – Guinness e non solo

Dici Guinness e dici la birra scura per antonomasia.
Il suo colore rubino intenso, la schiuma densa e compatta, il caratteristico gusto amarognolo la rendono praticamente unica.
Ma non è la sola birra ad essere prodotta qui in Irlanda.
Vi lascio tre nomi su tutti da provare: Kilkenny, Murphy’s e Smithwick’s.

H – Howth

Questo paesino di pescatori è ideale per passare una giornata completamente immersi nella natura a pochi chilometri da Dublino.
Si raggiunge comodamente con la DART, un trenino in superfice che corre parallelo alla costa (ho scritto un post solo su Howth qui).

Arrivate fino al faro che domina il carinissimo porticciolo, poi scegliete uno dei percorsi che si inerpicano su per il promontorio: lo spettacolo è garantito.
E alla fine concedetevi una meritata seafood chowder (lettera Z- Zuppa di pesce) in uno dei tanti ristorantini a due passi dal molo.


I – Irish breakfast

In pratica la colazione del campione.
Due salsicce, due fette di bacon, un uovo all’occhio di bue, un pomodoro grigliato, una o due crocchette di patate, fagioli in salsa di pomodoro, funghi, una fetta di black pudding e una di white pudding, pane tostato e marmellata a piacere. Il tutto annaffiato con tè o caffè nero americano. 
Per iniziare la giornata con il piede giusto.


J – Joyce

Forse il più grande scrittore irlandese del Novecento.
Se anche voi però avete alzato bandiera bianca con l’Ulysses e il flusso di coscienza di Leopold Bloom, provate con Gente di Dublino.
Ogni Bloomsday poi è una buona scusa per riprende l’opera prima di Joyce da dove la si era interrotta.

K – Killarney National Park

Si tratta del primo parco nazionale istituito in Irlanda e copre un’area grande qualcosa come 10 mila ettari.
Il modo migliore per esplorarlo è sicuramente la bicicletta che potete noleggiare in uno dei tantissimi Rent a bike che si trovano all’ingresso del Parco.
Punto di partenza ideale è la Mukross Abbey e da lì un sentiero conduce fino alla vittoriana Mukross House e alla Torc Waterfall.
Ma uno degli angoli suggestivi del Parco è The Meeting of the waters, dove le acque dell’Upper Lake, del Muckross Lake e del Lough Leane si incontrano.
Da non perdere anche il suggestivo Ross Castle e per i più allenati la salita al Gap of Dunloe.

L – Lighthouses

Non so voi ma io ho una vera e propria fissa per i fari.
La mia classifica personale:

  • il faro di Loop Head, meraviglia inaspettata sulla punta della poco conosciuta – anche se a pochi chilometri dalle Cliffs of Moher – Loop Head Peninsula;
  • il faro di Black Head che emerge dai lastroni di pietra in mezzo al Burren;
  • il Baltimore Beacon per il suo colore e la sua forma particolare che gli sono valsi il soprannome di Lot’s wife.

Una menzione a parte la merita il faro di Fastnet costruito sullo scoglio che è il punto più meridionale d’Irlanda, in pieno Oceano Atlantico. Imperdibili.

M – Meteo

If you don’t like the weather in Ireland, don’t worry, wait a few minutes. Questo detto irlandese riassume in pieno l’atteggiamento che si deve avere verso il meteo.
In Irlanda le nuvole corrono veloci, quindi mai scoraggiarsi se la giornata inizia sotto una pioggia battente.
State pur certi che prima o poi il sole farà capolino tra le nuvole regalandovi dei colori pazzeschi.
Come canta Fiorella Mannoia “il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero“. Ed è davvero così.

N – Noleggiare un auto

Se c’è un paese che si presta ad un on the road quello è proprio l’Irlanda. 
Non fatevi spaventare dalla guida a sinistra: dopo i primi minuti di  panico diventa quasi naturale.
Il consiglio che vi posso dare però è quello di noleggiare la macchina con l’abbattimento totale della franchigia perché è facile magari fare il filo a qualche muretto o ai marciapiedi.
Per il resto fidatevi: è più facile di quel che sembra.

O – O’Connor’s Pub

Se passate da Doolin dovete per forza fare tappa qui.
Che sia per una semplice pinta di birra o per una cena a base di Irish Stew.
Il posto ideale per un po’ di sano craic con musica tradizionale dal vivo.
Segnatevelo.

P – Pecore

Penso di non avere mai visto così tante pecore come in Irlanda.
Tanti piccoli puntini bianchi disseminati qua e là nel verde infinito. Semplicemente bucolico.
Ricordatevi solo che le pecore hanno sempre la precedenza e soprattutto non hanno fretta di spostarsi se sono in mezzo alla strada.
Anche se vi attaccate al clacson continueranno a brucare l’erba infischiandosene.

Q – Quanti giorni

Noi siamo stati in Irlanda due volte, rispettivamente per 7 e 10 giorni.
E non l’abbiamo ancora girata tutta.
C’è chi in due settimane si azzarda a compiere il giro completo, ma a mio parere servirebbero almeno una ventina di giorni.
Il consiglio che vi posso dare è quello di calcolare bene le distanze che volete coprire in giornata per evitare di passare tutto il tempo in macchina. 
Anche perché i paesaggi irlandesi sono talmente belli che vorrete fermarvi praticamente ad ogni metro.

R – Ring of Kerry e altri Ring

Il Ring of Kerry è una delle strade panoramiche più famose d’Irlanda.
Ed è ovviamente gettonatissimo.
Armatevi di pazienza e preparatevi a sgomitare nelle piazzole di sosta tra bus turistici e camper.
Molti però non sanno che circa a metà del Ring of Kerry si può prendere una deviazione per il Ring of Skellig che da Ballinskellig conduce fino a Portmagee.
In questo tratto – udite udite – bus e camper non possono transitare perché le strade sono davvero strettissime.
Se avete tempo  vi consiglio poi di proseguire per Valentia Island dove le sole Geokaun Mountains con le Fogher Cliffs meritano di allungare la strada.
Ancora meno conosciuto il Ring of Beara, un anello di 80 km che corre lungo la Beara Peninsula.
Se non avete tempo di compiere l’intero periplo potete scavallare lungo l’Healy Pass.  
Panorami che tolgono il fiato ad ogni curva.

S – Skellig Rocks

Le isole Skellig si trovano 12 km al largo di Portmagee nella contea del Kerry e, oltre ad essere Patrimonio UNESCO, sono un’importante riserva naturale di pulcinelle di mare e sule.
Proprio per questo l’accesso a Skellig Michael, la più grande delle due isole e l’unica visitabile, è strettamente controllato.
Le imbarcazioni che possono attraccare devono avere un permesso speciale e possono portare solo un numero limitato di visitatori al giorno.
Insomma un’avventura solo mettersi in ballo.
Perchè poi su quelle barchette se il mare è agitato si balla per davvero
.
E non è neanche detto che si riesca ad attraccare perchè dipende dalle condizioni meteo.
Noi abbiamo organizzato tutto – sia il pernottamento in B&B che l’escursione a Skellig Michael – con Joe Roddy & Sons.
Purtroppo siamo riusciti solo ad avvinarci alle Skellig perchè il mare era troppo mosso, ma è stata comunque una grande emozione.
Se soffrite il mal di mare fate scorta di travelgum.
Ma vi avviso: potrebbe non bastare
.

T – Traghetti

Iniziamo dai traghetti per raggiungere le isole Aran.
I punti di imbarco sono due: Doolin, di solito usato come base per visitare le Cliffs of Moher, e Rossaveal a pochi chiilometri da Galway.
Se soffrite il mal di mare evitate d’imbarcarvi da Doolin: i traghetti sono molto più piccoli e il braccio di mare che lo separa da Inisheer, l’isola più vicina, è spesso soggetto a forti correnti che rendono la traversata parecchio mossa.
Se decidete di avventurarvi lungo Valentia Island ricordatevi che potete risparmiare tempo prendendo il traghetto che da Knight’s Town porta direttamente a Reenard Point e poi da lì a Cahersiveen, incrociando nuovamente il Ring of Kerry.
Sempre per guadagnare un bel pò di tempo potete tagliare l’estuario del fiume Shannon, lungo più di 100km, prendendo il traghetto che da Tarbert nel Kerry porta in circa venti minuti a Killimer nel Clare.

U – Ulster

Da non confondere con lo stato dell’Irlanda del Nord.
Ulster è infatti una denominazione geografica e comprende sia le nove contee che compongono l’Irlanda del Nord sia tre contee della Repubblica d’Irlanda – Cavan, Donegal e Monaghan.

V – Verde

Non so come sia possibile ma il verde che ho visto in Irlanda non l’ho visto da nessuna altra parte.
Provate a googlare “gradazioni di verde”: ecco, tutte queste diverse tonalità in Irlanda ci sono per davvero.  
Per la serie 50 sfumature. Di verde però.

W – Wild Atlantic Way

Da Cork a Malin Head, il punto più settentrionale d’Irlanda.
2.500 km di paesaggi magnifici tra scogliere a strapiombo sull’oceano, fari, pittoreschi villaggi, insenature profonde e spiagge di sabbia bianca finissima.
7 contee da attraversare.
157 discovery points tutti da scoprire.
Una delle strade costiere più spettacolari del mondo.

Photo credit: www.wildatlanticway.com

X – Passo

Come per il Giappone anche qui…passo!

Y – Yeats

Cast a cold eye. On life, on death. Horseman, pass by!
E’ l’epitaffio posto sulla tomba di William Butler Yeats nella città di Sligo, ai piedi del massiccio del Ben Bulben.
Poeta, scrittore, drammaturgo, ma soprattutto cantore del folcrore tradizionale irlandese.
La sua opera Fiabe irlandesi apre le porte ad un mondo magico popolato da folletti, spettri e banshee.
Premio Nobel per la letteratura nel 1923 per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un’intera nazione.
Da leggere prima di partire.

Z – Zuppa di pesce

Al solo pensiero ho già l’acqulina in bocca.
La seafood chowder è una vera prelibatezza: una cremosa zuppa di pesce servita calda con pane nero o crostini di accompagnamento.
Ottima sia come starter che come main course.
Da provare.

Se avete dubbi o domande particolari scrivetemi una mail o lasciatemi un commento qui sotto.
Per il resto non posso che augurarvi buon viaggio: sappiate solo che l’Irlanda vi entrerà per sempre nel cuore.

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Asia | Dalla A alla Z | Giappone

Come organizzare un viaggio fai da te in Giappone: consigli pratici dalla A alla Z

By on 7 Settembre 2015
My scratch map giappone da grattare

Siamo tornati dal Giappone da poco più di una settimana, ma prima di iniziare a parlarvi dei luoghi meravigliosi che abbiamo visitato ho pensato di scrivere un bel post pratico che sia utile a chi voglia organizzare un viaggio fai-da-te nella Terra del Sol Levante.

Ecco allora i miei consigli, dalla A alla Z.

A – Adattatore

La cosa più semplice ed economica è comprarlo direttamente in Giappone: costa circa 300¥ e lo trovate nei combini più forniti (i nostri mini-market) e nei negozietti di elettronica.
Per far capire subito cosa state cercando portatevi dietro un caricabatterie da mostrare all’occorrenza. Perchè farsi capire in inglese non è sempre così semplice (vedi sotto la lettera E-English).

B – Bento box

L’equivalente della nostra schiscetta: utilissima se si vogliono ottimizzare i tempi negli spostamenti in treno. Per i giapponesi mangiare sul treno è infatti una cosa normalissima e nelle stazioni troverete tantissimi chioschi che vendono una varietà infinita di bento box tra cui scegliere. Da provare.


C – Coin lockers

Questi armadietti sono la salvezza per non trascinarsi dietro le valigie inutilmente. Noi li abbiamo usati due volte: a Shirakawa-go, dove abbiamo fatto tappa prima di proseguire per Kanazawa e ad Himeji, sulla strada per Hiroshima.
Si trovano praticamente in tutte le stazioni dei treni e dei bus, ma anche della metropolitana. Hanno un costo giornaliero diverso a seconda della dimensione: per quelli grandi si spendono circa 600¥ e per intenderci ci stanno dentro una valigia di media grandezza e una cabin size. Comodissimi.

D – Dove andare?

Diciamo che se si tratta della prima volta in Giappone l’itinerario risulta essere più o meno obbligato sull’asse Tokyo-Kyoto.
A Tokyo abbiamo dedicato 3 giorni e mezzo, più due escursioni in giornata a Kamakura e Nikko, mentre a Kyoto siamo rimasti 4 giorni pieni più l’escursione a Nara ed Uji.  Del nostro itinerario in dettaglio ve ne avevo già parlato qui.

Noterete sicuramente un grande assente, il simbolo del Giappone per eccellenza: il Monte Fuji. Tagliarlo dal nostro giro è stata una scelta sofferta, dettata principalmente dal fatto che – con la foschia di agosto – anche solo intravederlo sarebbe stato molto difficile, per cui lo abbiamo lasciato da parte per un prossimo viaggio. Perchè in Giappone ritorneremo sicuramente. 


E – English

Questo è un tasto dolente: l’inglese non è parlato benissimo dalla maggior parte dei giapponesi, nemmeno dai ragazzi più giovani. A domanda posta in inglese vi risponderanno in un japanenglish improbabile, ma si faranno davvero in quattro per aiutarvi. Arigatou Gozaimasu.

F – Frutta

In 18 giorni di viaggio ho mangiato due banane. Stop.
La frutta in Giappone è costosa, costosissima: viene vista più come un prezioso regalo che come parte della dieta alimentare. Per questo la frutta che viene venduta è la migliore, avvolta in carta bellissima e così lucida da sembrare finta. Per darvi un’idea: un melone costava 9.000¥, col cambio attuale circa 67€. Follia.

G – Giapponesi

Avete presente i personaggi dei cartoni animati giappponesi che guardavamo quando eravamo piccoli? Ecco, i giapponesi sono proprio così! Di una genuinità disarmante. Un mondo a parte.

H – Hyperdia

Ovvero la Bibbia per organizzare gli spostamenti in treno.
Dal sito www.hyperdia.com è possibile consultare tutti gli orari dei treni: noi prima di partire ci siamo segnati gli orari papabili di 3-4 treni con anche il binario di partenza, in modo da non perdere tempo in stazione e si è rivelata una scelta azzeccatissima.
In Giappone abbiamo inotre scaricato gratuitamente l’app di Hyperdia in modo da aver sempre sottomano gli orari dei treni in caso di imprevisti o cambi di programma. Quando fate una ricerca ricordatevi di togliere il flag dai Nozomi e dalle Private Railways, non coperti dal Japan Rail Pass (vedi la voce J-Japan Rail Pass). Semplicemente indispensabile.

I – Irasshaimaseeeeeeeeee

E’ l’urlo di benvenuto con cui si viene accolti nei negozi e nei ristoranti. Ha un’intonazionae particolarissima e ve lo sentirete ripetere tantissime volte appena varcata la soglia di qualsiasi esercizio commerciale. Non è necessario rispondere a meno che non siate clienti abituali. Ci farete l’abitudine.

J – Japan Rail Pass

Se quello che state programmando è un viaggio itinerante in Giappone, questo Pass ferroviario vi servirà sicuramente in quanto vi farà risparmiare tantissimo rispetto all’acquisto delle singole tratte. E’ possibile acquistarlo online oppure in un’agenzia H.I.S. a Milano, Firenze e Roma (la differenza di prezzo è pressochè nulla).

Il costo del Japan Rail Pass varia a seconda della classe (Green o Ordinary), della durata (7, 14 o 21 giorni di validità) e ovviamente del cambio Euro-Yen. E’ bene sapere che può essere acquistato solamente al di fuori del Giappone e a partire da 3 mesi prima la data di attivazione. Noi abbiamo preso il Japan Rail Pass Ordinary Class da 14 giorni a giugno per agosto pagandolo 328€ a testa.

Arrivati in Giappone dovete cambiare il voucher in uno degli uffici turistici dedicati – ad esempio all’aeroporto di Narita, ma anche alle stazione JR di Tokyo, piuttosto che di Shibuya o Shinjuku. Una volta scelta la data di attivazione, che vi verrà stampata sul retro del Pass, per accedere ai binari dovrete sempre mostrarlo al personale addetto ai controlli.

Con il Japan Rail Pass avete anche la prenotoazione dei posti a sedere gratuita per cui tanto vale approfittarne.
Infine compreso nel Japan Rail Pass c’è anche l’utilizzo del Narita Express che collega il centro di Tokyo con l’aeroporto di Narita in meno di 1 ora. Avete ancora dubbi se acquistarlo o meno?

K – Konnichiwa/Konbanwa

Buongiorno e buonasera in giapponese.
Non è moltissimo è vero, ma sarà sicuramente apprezzato il fatto di salutare nella loro lingua. In cambio inchini e grandi sorrisi.

L – Laundry

Se state pensando di stare in Giappone per più di una settimana dovete mettere in conto di fare almeno una lavatrice.
Tenetelo presente quando prenotate gli hotel, privilegiando quelli con il servizio di laundry, in modo che non dobbiate mettervi a cercare lavanderie a gettoni in giro per la città. E ricordatevi: la lavasciuga NON asciuga, per cui vi ritroverete ancora i vestiti umidi. Armatevi di phon e santa pazienza.

M – Metropolitana di Tokyo

Quando ho visto per la prima volta la mappa della metro mi sono spaventata per il casino di linee, sembrava impossibile capirci qualcosa.
In realtà usarla è molto più semplice di quello che sembra perchè tutte le linee e i nomi delle stazioni sono ben segnalati con cartelli e indicazioni bilingue. Inoltre se siete in difficoltà troverete tantissimo personale pronto ad aiutarvi.
Tenete presente che se quando siete a Tokyo avete il Japan Rail Pass attivo potete utilizzare gratuitamente la Yamanote Line, la linea circolare che tocca i principali quartieri. Efficientissima.


N – Noodles

Dai soba, agli udon, ai ramen. Sono tutti diversi tipi di noodles, cucinati nei più diversi modi: saltati con verdura, carne e/o pesce, serviti in una zuppa fumante o ancora freddi per contrastare la calura estiva.
Da mangiare rigorosamente con le bacchette e con un bel risucchio di apprezzamento. Perchè oltre al sushi c’è di più (vedi anche la voce O-Okonomiyaki).


O – Okonomiyaki

Letteralmente “tutto ciò che vuoi alla griglia“.
Si tratta di una sorta di frittata a cui viene aggiunta della verdura (verza, germogli di soia, cipolla) e a proprio piacimento carne e/o pesce. Il tutto cucinato su una piastra posta direttamente sul bancone da cui si mangia. Talmente buono da creare dipendenza.

P – Pocket Wi-Fi

Un’ottima soluzione per avere sempre internet a disposizione, sia per comunicare a casa che per consultare Hyperdia e Google Maps. Noi lo abbiamo noleggiato dallo stesso sito del Japan Rail Pass: per 17 giorni abbiamo speso 80€, quindi poco meno di 5€ al giorno.
Configurare la connessione è semplicissimo ed è possibile collegare fino a 10 dispositivi contemporaneamente.
Potete ritirarlo direttamente all’aeroporto di Narita ma è anche possibile farselo spedire direttamente all’hotel dove alloggerete la prima notte. All’interno della busta contentente il dispositivo troverete un’altra busta pre-affrancata che vi servirà per la riconsegna: potete imbucarla in una cassetta postale oppure, come abbiamo fatto noi, riconsegnarla all’ufficio postale dell’aeroporto di Narita.
Qui trovate tutte le caratteristiche tecniche. Straconsigliato.

Q – Quanto costa andare in Giappone?

Un viaggio in Giappone è un viaggio mediamente costoso, ma non così tanto come si potrebbe pensare e muovendosi in anticipo si può sicuramente risparmiare.
Noi abbiamo prenotato il volo a gennaio per agosto con Aeroflot strappando il buonissimo prezzo di 532€ A/R. A questo bisogna aggiungere come costo rilevante quello del Japan Rail Pass, ma per quanto riguarda gli hotel abbiamo trovato delle ottime offerte con Booking.com che ci hanno permesso di dormire spendendo in media in due 60€ a notte: non male direi!
Per quanto riguarda il mangiare fuori, difficilmente spendevamo più di 1000¥ a testa (circa 7,5€): considerate pou che acqua e tè verde sono generalmente gratuiti.
Non fatevi spaventare da chi millanta prezzi folli. Un Giappone low cost (o quasi) è possibile.

R – Ryokan

Pernottare in una locanda tradizionale giapponese, un ryokan appunto, è un’esperienza che consiglio di fare. E’ sicuramente più costoso che pernottare in un hotel, ma ne vale davvero la pena.
Noi abbiamo pernottato al ryokan Yamakyu nella deliziosa cittadina di Takayama: per una notte in una camera tradizionale giapponese con futon, cena e colazione tradizionale, nonchè libero accesso all’onsen – il bagno termale – abbiamo speso 18.360¥  in due (circa 135€). Indimenticabile.

S – Shinkansen

Da pendolare di lunga data non posso che guardare a questi treni superveloci e superpuntuali come ad un miraggio. Nella consapevolezza che qui in Italia non ce la faremo mai. Ma proprio mai.
Abbiamo preso coincidenze di cinque minuti nella certezza assoluta che non avremmo avuto problemi. E così è stato. Se il treno deve partire a .01 state pur certi che partirà esattamente allo scoccare del minuto. Pura fantascienza.


T – Toilet

Ne vogliamo parlare? I wc giapponesi non sono dei semplici water. Water è un termine troppo riduttivo. Sono praticamente delle astronavi. Dalla tavoletta riscaldata a proprio piacimento, al deodorizer, al bidet incorporato, fino ai suoni per coprire “quei” rumori. Tutto un altro livello.

U – Umidità

Se anche voi avete la possibilità di prendere ferie lunghe solamente ad agosto non scoraggiatevi.
Il nemico principale è sicuramente la forte umidità, che supera anche il 90%, mentre le temperature sono mediamente simili a quelle di una qualsiasi città italiana (anzi a volte anche più basse). Dopo il primo impatto, dove sembra di respirare praticamente acqua, ci si abitua. Si suda, tanto, ma si sopravvive.

V – Valigia

Più è piccola meglio è. Dovrete trascinarla su e giù dai treni, su e giù dalle scale. In continuazione. Considerate poi che le camere degli hotel giapponesi sono moooooolto più picccole rispetto ai nostri standard e lo spazio per muoversi è veramente limitato.
Inoltre portando valigie piccole farete meno fatica a trovare coin lockers liberi nel caso ne abbiate bisogno. Insomma viaggiate leggeri.

W – Wasabi

Mangiare il rafano è quasi un’esperienza auto-lesionista. Eppure tutte le volte mi ritrovo con un pezzettino di wasabi sulla punta della bacchetta che mi tenta. Anche se preso in quantità minime è in grado di liberare da qualsiasi ostruzione il dotto naso-lacrimale. Maledettamente portentoso.

X – Passo…

Ammetterete che la lettera X è proprio difficile. Passate direttamente alla Y.

Y – Yen

Avere un cambio Euro-Yen favorevole è uno dei fattori determinanti per contenere i costi di un viaggio in Giappone. Tra luglio e agosto eravamo su un cambio molto buono, con 1€ che oscillava tra i 135 e i 138¥.
Prima di partire monitorate l’andamento dello yen e se raggiunge un buon livello cambiate già qualche soldino, considerando che in Giappone la carta di credito non è così diffusa come si potrebbe pensare.

Z – Zenzero

Premetto che non sono una grande fan dello zenzero per cui ritrovarselo un pò dappertutto non era una cosa che mi faceva impazzire. E’ utilizzato come il nostro basilico o il nostro prezzemolo. Quasi come guarnizione. De gustibus.



Rispetto a quanto detto sopra aggiungo solo un’ultima cosa: il sistema sanitario giapponese è molto simile a quello americano per cui è consigliabile stipulare un’assicurazione che vi copra da questo punto di vista.

Noi abbiamo utilizzato Columbus, spendendo circa 110€ in due per assicurazione medica e bagaglio con abbattimento franchigia, ma per fortuna non ci siamo trovati nelle condizioni di doverla utilizzare.

Ora non resta che fare la valigia e partire!
 

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