Europa | Isole Faroe

5 hiking (+1) da fare assolutamente alle Isole Faroe

12 Febbraio 2019
Hvannhagi Isole Faroe

Un viaggio alle Faroe non può dirsi completo senza cimentarsi in uno dei tanti hiking che queste isole meravigliose offrono.

Ce ne sono davvero per tutti i gusti: brevi o lunghi, facili o impegnativi, da fare in autonomia o solamente accompagnati da una guida.

Minimo comune denominatore è il ritrovarsi a camminare in mezzo a paesaggi a dir poco unici e suggestivi.

Ovviamente prima di intraprendere qualunque tipo di hiking è bene informarsi sulle condizioni metereologiche, oltre che comunicare possibilmente sempre a qualcuno la propria destinazione perchè capita di ritrovarsi completamente da soli in mezzo al nulla.
Non sono pochi infatti i casi di turisti che devono essere recuperati dai soccorritori farosesi perchè dispersi a causa del peggioramento delle condizioni meteo o della comparsa improvvisa della nebbia che rende difficile l’orientamento.
C’è da dire inoltre che la maggiorparte dei sentieri non presenta segnaletica, rendendo le cose un pò più complicate, ma se volete anche questo fa parte dell’avventura.
Prima di partire quindi informatevi bene sul percorso che volete intraprendere: io ho trovato molto utile il sito visitfaroeislands.com oltre che la guida Hiking in the Faroe Islands di cui potete recuperare anche una copia cartacea quando arrivate in aeroporto.

1. Sorvagatavn

A volte chiamato anche Leitisvatn è il famoso lago sospeso delle Faroe. Situato sull’isola di Vagar, da cui passerete per forza perchè è qui che si trova l’aeroporto, il lago più grande delle Faroe può essere raggiunto con una semplice passeggiata dal villaggio di Miðvágur.
Provenendo da Sørvágur dovete imboccare la stradina a destra prima della chiesa del paese – c’è il cartello con l’indicazione “Trælanípa” ma noi ci siamo passati davanti 4 volte prima di vederlo perchè rimane nascosto – e proseguire fino allo spiazzo vicino all’inizio del sentiero, dove è possibile parcheggiare la macchina.
Sulla vostra destra troverete quindi un cancellino che segna l’inizio dell’hiking: una volta oltrepassato ricordatevi di chiuderlo e di lasciare un’offerta per la manutenzione del sentiero stesso (c’è una cassettina incustodita dove lasciare le monete…non è meraviglioso?).
Teoricamente sarebbe meglio percorrere all’andata il sentiero alto e poi tornare al punto di partenza dal sentiero a ridosso del lago, così da ammirare da vicino anche le cascate Bosdalafossur: quando ci siamo stati noi però il sentiero basso era però impraticabile a causa delle forti piogge dei giorni prima e così siamo andati e tornati dalla stessa strada.
In ogni caso per raggiungere il limitare del lago calcolate circa 1 oretta e mezza di cammino, soste fotografiche incluse, per un totale di 3 ore.
Arrivati alla fine del sentiero vi chiederete se siete finiti nel posto giusto….ebbene sì, ma c’è il trucco!
Per fare infatti la classica foto del “lago sospeso sull’oceano” dovete fare un ultimo sforzo: superate la panchina che trovate di fronte a voi e salite verso sinistra sulle scogliere che dominano il lago dall’alto fino a che vedrete il lago come sospeso di fronte a voi.
Per ragioni di sicurezza l’accesso al sentiero è consentito soltanto dalle 7 alle 19, anche se quando ci siamo stati noi non abbiamo visto nessuno controllare.
In ogni caso essendo questo hiking parecchio gettonato vi consiglio di intraprenderlo di primo mattino o nel tardo pomeriggio: noi partendo alle 8 eravamo praticamente da soli lungo il sentiero e ci siamo goduti il lago in totale solitudine.

2. Kallur Lighthouse

Il faro di Kallur si trova sull’isola di Kalsoy che può essere raggiunta in traghetto dalla cittadina di Klaksvík, situata sulla vicina Bordoy.
Noi abbiamo preso il primo traghetto della mattina e una volta sbarcati ci siamo diretti subito verso Trøllanes, l’ultimo villaggio dell’isola da dove parte il sentiero.
L’hiking inizia in prossimità del gate rosso che si trova in mezzo al prato proprio all’inizio del paese: il sentiero sale subito a zigzag e bisogna fare un pò di attenzione in caso abbia piovuto perchè è facile finire impantanati.
Una volta guadagnato il primo falsopiano si procede in modo lineare e comunque mai esposto, tra cotton flowers e pecore che pascolano placide, fino all’ultimo strappo in salita che conduce al faro.
Il panorama da quassù vale tutta la fatica fatta per arrivarci e se ve la sentite potete anche percorrere la piccola cresta al di là del faro, fino alle scogliere a picco sull’oceano.
Nel complesso un hiking facile se affrontato in buone condizioni meteo: prestate solo attenzione alla tipica nebbiolina delle Faroe che qui può comparire da un momento all’altro e al vento che, se molto forte,  può diventare pericoloso soprattutto nel tratto esposto oltre il faro.
Noi siamo stati fortunati a trovare una bellissima giornata di sole e abbiamo impiegato grossomodo 3 orette per fare andata e ritorno, prendendocela con calma e facendo un sacco di soste fotografiche.

3. Villingardalsfjall

Quello al Villingardalsfjall è un hiking abbastanza impegnativo, che vi consiglio di fare solamente in buone condizioni meteo.
Il sentiero inizia al termine di una strada chiamata Gadsveguril, nella parte alta del villaggio di Viðareiði, sull’isola di Vidoy (salendo sul versante a sinistra rispetto alla chiesetta del paese).
Quasi fino in cima si viene guidati dai tubi di plastica blu che sporgono dal terreno: mentre però la prima parte del percorso è erbosa, mano a mano che si sale il fondo diventa pietroso e sempre più ripido.
Ad un certo punto i tubi di plastica finiscono e fanno la loro comparsa alcuni cairns di pietra che virano decisamente verso sinistra: mi raccomando NON seguiteli, ma proseguite quanto più possibile dritti verso la cima.
I cairns portano infatti a Capo Enninberg, lungo una scogliera ripidissima dove è meglio avventurarsi solamente con una guida.
Ammetto che noi siamo arrivati poco sotto gli ultimi tubi di plastica perché la pendenza era davvero impressionante, ma il panorama era meraviglioso anche da qui.
Tra ascesa fino alla cima e ritorno mettete in conto 3 orette e mezzo/4 ore, qualcosa in meno se come noi vi fermate poco sotto.

4. Hálsur e Klakkur

Questa è un’ottima idea per una passeggiata serale a caccia i tramonti nella cittadina di Klaksvík, sull’isola di Borðoy.
Volendo si può partire proprio dal centro, in prossimità dell’Ufficio Turistico, e seguire la strada sterrata fino al punto panoramico di Hálsur.
In alternativa è possibile arrivare fino a qui direttamente in macchina e proseguire poi a piedi lungo il sentiero che conduce in circa un’oretta sulla cima del monte Klakkur.
Noi, essendoci avventurati dopocena, abbiamo fatto proprio così e siamo rimasti ad ammirare un tramonto spettacolare sulla baia di Klaksvík da un lato e sulle isole di Kunoy e Kalsoy dall’altro. 

5. Hvannhagi

Per me l’hiking più bello: l’ho lasciato per ultimo semplicemente perchè è il più dispendioso da raggiungere in termini di tempo.
Per arrivare fino a qui bisogna infatti prendere il traghetto che da Tórshavn porta a Suðuroy, la più meridionale delle Isole Faroe, in circa due ore.
Una volta sbarcati impostate il navigatore su Ovari Vegur, una strada sterrata dove potete lasciare l’auto prima della sbarra che segna l’inizio dell’hiking.
Il percorso, almeno all’inizio, è abbastanza tracciato: si prosegue dritti per un pò lungo il fianco della montagna, iniziando allo stesso tempo a salire.
Ad un certo punto il sentiero vira decisamente a destra e ci si ritrova in una conca spaziosa chiamata Grindin: qui, a parte qualche cairns qua e là di dubbia interpretazione, le tracce si perdono.
Cercate quindi di procedere il più dritto possibile tenendo l’oceano e l’isola Lítla Dímun davanti a voi fino a raggiungere un altro piccolo cancelletto.
Questo è sicuramente il tratto più impegnativo del sentiero che, scendendo bruscamente, si addentra nella valle di Hvannhagi.
Il lago rimane però nascosto fino alla fine, tanto che noi pensavamo di aver sbagliato strada: ma quando meno ve lo aspettatate eccolo apparire, incastonato tra montagne e oceano.
Per tornare indietro potete seguire la stessa strada dell’andata, anche se per evitare di rifare l’ultimo pezzo in salita potete attraversare la gola di Frostgjógv nella parte alta della valle per risbucare nella conca di Grindin.
Per compiere l’intero anello calcolate circa 3 ore.

Hvannhagi Isole Faroe

(+1) Mykineshólmur

Il +1 deriva dal fatto che raggiungere Mykines, la più occidentale delle Isole Faroe, è sempre un’incognita in quanto i collegamenti via traghetto o elicottero dipendono dalle condizioni metereologiche.
Una volta raggiunta l’isola inoltre non è nemmeno detto che il sentiero per raggiungere il faro sia completamente percorribile…
Ma andiamo con ordine.
L’inizio del sentiero si trova sulla sinistra lungo la strada che dal piccolo porticciolo porta all’omonimo villaggio di Mykines.
A partire da quest’anno per intraprendere questo hiking durante il periodo che va dal 1 maggio al 31 agosto bisogna pagare una fee di accesso di 100DKK (circa 13€): potete farlo direttamente sul sito hiking.fo oppure, se come noi non sapete fino all’ultimo il giorno in cui riuscirete ad andare a Mykines, gli addetti al controllo vi faranno pagare con il loro smartphone (non vengono invece accettati cash).
Già a questo punto è possibile avvistare le prime pulcinelle di mare, ma mano a mano che si prosegue se ne è letteralmente circondati.
Per percorrere tutto il sentiero fino al faro e tornare indietro calcolate circa 4 ore.
Tenete presente che – come è successo a noi – per ragioni di sicurezza, in caso di pioggia e vento forte, ai visitatori è permesso arrivare solo fino alla zona panoramica chiamata út á Rógvuna, dalla quale si può comunque ammirare il faro e l’area dei nidi delle pulcinelle seppure solamente dall’alto…nebbia permettendo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *