Libri e viaggi

Guide di viaggio: a ciascuno la sua!

24 Gennaio 2019
Guide di viaggio quali scegliere?

Lo ammetto.
Ho una fissa per le le guide di viaggio.

Mi piace sfogliarle, riempirle di post-it, riprenderle in mano di ritorno da un viaggio.
E anche vederle ben allineate sul ripiano della libreria di casa, in un mix di ordine alfabetico, casa editrice, cromia ed altezza: una classificazione Dewey tutta mia insomma.

Ma scegliere la guida per organizzare un viaggio non è affatto cosa semplice e scontata.
Per me è una sorta di rituale, da compiere solo e soltanto dopo aver staccato i biglietti aerei.
MAI prima.
Chiamatela pure scaramanzia se volete, ma così è.

Quale guida scegliere? Dipende

Già, dipende.
Dalla meta, da come scrivono gli autori e anche dal feeling rispetto al proprio modo di viaggiare.
Per questo motivo nella mia libreria c’è un pò di tutto e non necessariamente scelgo sempre la stessa collana di guide quando organizzo un viaggio.

Lonely Planet

La regina delle guide di viaggio, punto di riferimento dei viaggiatori indipendenti e fai-da-te.
Basta pronunciarne il solo nome per iniziare a sognare viaggi straordinari e il suo dorso arancio-blu è riconoscibile ovunque.
La LP è di solito la prima guida che consulto quando mi metto ad organizzare un viaggio: trovo utile che all’inizio ci sia una classifica con le cose da non perdere e anche dei possibili itinerari di più giorni che si possono prendere come spunto.
Quello che non mi fa impazzire è che spesso definisce tutto come “imperdibile” e “meraviglioso”, per cui bisogna poi andare a scremare.
Difficilmente la utilizzo invece per individuare hotel e ristoranti, mediamente costosi oltre che parecchio turistici, ma è anche vero che di solito uso altri mezzi per cercare alloggio o un posto dove mangiare per cui non lo vedo come un limite.
La LP secondo me è perfetta per l’organizzazione dell’itinerario di viaggio e per individuare a grandi linee cosa fare e cosa vedere.

Guide di viaggio Lonely Planet

Routard

La guida dei backpackers per eccellenza.
Come impostazione secondo me anche migliore delle LP: descrizioni accurate e accattivanti, chicche fuori dai circuiti battuti e particolare attenzione al budget di viaggio.
La Routard inoltre non ha paura di prendere posizione e questo mi piace.
Io di solito la utilizzo a colpo sicuro per i paesi francofoni, ma mi sono trovata bene ad esempio anche con la Routard dell’Austria.
Quello che mi disturba un pochino – ma perché sono io ad essere strana difficile  – è l’impaginazione: paragrafi fitti fitti e scritti in piccolo su una carta non eccezionale, nessuna fotografia o nota di colore.
Nel complesso però un’ottima guida che non manco mai di prendere in considerazione.

Guide di viaggio Routard

Rough Guide

Personalmente le ho (ri)scoperte da poco dopo averle snobbate, chissà perché, per parecchi anni.
Più simile alle LP che alle Ruotard, hanno un taglio fresco e una bella impaginazione con anche qualche fotografia che per me non guasta mai.
Per il nostro viaggio a New York ho scelto proprio la Rough perchè aggiornatissima e mi sono trovata bene, anche per quanto riguarda i percorsi suggeriti e le varie mappe riportate.
Per me è un sì.

Guide di viaggio Rough Guides

Polaris Guide

Molto più che semplici guide: le Polaris sono dei veri e propri libri di viaggio.
Le informazioni pratiche ed organizzative sono volutamente scarne per lasciare spazio a suggestioni ed esperienze di viaggio.
In questo caso la bravura e il modo di scrivere dell’autore contano ancora di più: per esempio io ho adorato Corrado Passi e la sua guida su Cape Town , oltre che la bravissimissima Daniela Pulvirenti che ha scritto praticamente l’unica guida in italiano sulle Isole Faroer e di cui ora sto divorando la guida Nepal-Buthan.
Delle Polaris poi mi piace la loro struttura e il fatto di trovatre sezioni specifiche dedicate a Geografia, flora e fauna, al Profilo storico oltre che a Religione, tradizioni e cultura.
Sono infatti tanti pezzettini di un puzzle di conoscenza pù ampio e complesso in cui si viene accompagnati dall’autore passo dopo passo, ripercorrendo ciò che ha visto con i suoi occhi.
Quasi come se fosse un racconto di viaggio di un amico.

Guide di viaggio Polaris

Bradt Travel Guides

La storia di questa casa editrice è molto simile a quella della Lonely Planet: protagonisti in questo caso Hilary Bradt e suo marito che nel 1973, durante un viaggio in Sud America (i Wheeler invece andarono in Asia), decisero di scrivere quella che sarebbe diventata la prima guida Bradt.
Da allora Bradt è sinonimo di destinazioni inusuali e ancora poco battute dal turismo di massa.
Io ho utilizzato la Bradt per le Faroer e mi sono trovata strabene: un sacco di consigli utili e spunti interessanti, oltre che informazioni di dettaglio su cosa fare e vedere.
Unica nota negativa, se così la vogliamo chiamare, è che le Bradt sono solo in lingua inglese.

Guide di viaggio Bradt

Guide Verdi Touring Club, National Geographic, Mondadori & co.

Sarò forse una voce fuori dal coro ma non sono una grande fan di queste guide.
Più di una volta mi è capitato di prendere in biblioteca le guide Touring che tutto sommato non mi dispiacciono nei contenuti – soprattutto la parte storico-artistica è ben approfondita – ma per come sono organizzate non mi ci trovo proprio.
National Geographic e Mondadori invece le metto quasi sullo stesso piano, forse con una leggere preferenza per le prime: per i miei gusti però sono poco utili dal punto di vista dell’organizzazione di un itinerario di viaggio.

Scegliere la guida di viaggio che più si adatta al nostro modo di viaggiare è quindi una cosa seria.
Come avrete capito io tendo a mixare guide dal taglio più o meno pratico con altre guide che si concentrano maggiormente sugli aspetti storico-culturali, oltre che ovviamente con libri che spaziano dall’approfondimento storico vero e proprio ai reportage di viaggio fino alla pura narrativa.

Perchè, del resto, il viaggio inizia molto prima del momento della partenza.

  1. A me piacciono molto le rough a discapito della Lonely Planet! Non riesco invece a comprare le Mondadori, le trovo ostiche e troppo pesanti! Le Bradt penso di averle viste solo in una mega libreria di viaggio a Londra e mi ispirano molto! Le Polaris invece mi piace “annusarle” ma alla fine non le compro mai, mi sembrano più libri di viaggio che guide e mi farebbero ancor di più venir voglia di scappare!!! Comunque che debba partire o no… Spesso le compro a prescindere perché mi piace proprio leggerle!!!

    1. Le Rough per me sono state una piacevole riscoperta, mentre con le Mondadori non mi ci sono mai trovata! Le Bradt te le consiglio, sono davvero favolose: se ti capita provale! Io con le Polaris sono di parte perché mi piacciono davvero tantissimo e anche se magari non le compro di sicuro le prendo in biblioteca! Che dire Vale…mi sa che abbiamo una malattia!!! 😅

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