Asia | Israele

On the road in Israele: il nostro itinerario di una settimana

11 Gennaio 2019

Quello in Israele è stato uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto.
Un viaggio intenso, carico di aspettative e pieno di emozioni che hanno lasciato il segno.
E così dopo avervi dato qualche dritta pratica su come organizzare un viaggio in Israele in fai da te, in questo post vi racconto cosa siamo riusciti a fare e vedere durante il nostro on the road di una settimana.

Informazioni generali

Giorni: 8 inclusi i voli – 6 giorni effettivi

Voli: a/r Milano Bergamo – Tel Aviv con Ryanair, biglietti prenotati a fine novembre per aprile al costo di 144€ a testa

Hotel: prenotati tutti tramite Booking.com che questa volta ci ha anche salvato da un errore da parte dell’host con cui avevamo bloccato un appartamento a Gerusalemme e che rischiava di rovinarci il viaggio (del tipo che due settimane prima della partenza ci ha fatto sapere di essersi sbagliato nell’indicare come prezzo totale del soggiorno il prezzo per notte: per fortuna Booking è intervenuto confermando le condizioni della nostra prenotazione e mettendoci la differenza di tasca propria!)

Mezzi utilizzati: auto a noleggio prenotata tramite Auto Europe che ci ha rigirato sulla compagnia israeliana CAL Auto.
Per un auto classe economy con abbattimento franchigia e guidatore aggiuntivo abbiamo speso 180€ per 8 giorni, quindi poco più di 20€ al giorno
+ bus 255 per raggiungere il Monte degli Ulivi da Damascus Gate (8 NIS, biglietto da fare direttamente a bordo)

Costo totale: circa 1.100€ a testa tutto compreso, non economicissimo per una sola settimana, ma Israele è del resto un paese abbastanza caro

Itinerario generale

Rispetto all’itinerario ipotizzato da casa abbiamo avuto qualche piccola variazione dovuta alla chiusura inaspettata della strada per arrivare a Masada, ma nel complesso abbiamo rispettato la tabella di marcia e, anzi, abbiamo persino aggiunto la tappa di Rosh Hanikra su consiglio del receptionist del nostro hotel di Tel Aviv.

Come al solito ho preparato una mappa per darvi un’idea del giro fatto

Questo invece l’itinerario generale:

Giorno 1. Arrivo a Tel Aviv – spostamento a Nazareth

Giorno 2. Monte delle Beatitudini – Monastero di San Giorgio – Gerusalemme

Giorno 3. Betlemme – Gerusalemme

Giorno 4. Gerusalemme

Giorno 5 Gerusalemme

Giorno 6. Masada – Mar Morto – Tel Aviv

Giorno 7. Cesarea – Haifa – Rosh Anikra – Akko

Giorno 8. Tel Aviv e rientro

Itinerario di dettaglio giorno per giorno

Giorno 1. Tel Aviv – Nazareth

Arriviamo a Tel Aviv nel primisssimo pomeriggio e dopo aver superato velocemente i controlli partiamo alla volta di Nazareth.
Secondo la nostra app Here – fidato navigatore offline di tutti i nostri viaggi on the road – avremmo dovuto impiegarci 1 ora e mezza, ma non avevamo fatto i conti con il traffico all’entrata di quella che è la più grande città araba d’Israele.
Nonostante il casino e un’inaspettata pioggerellina, Nazareth ci piace fin da subito: iniziamo la nostra visita della città vecchia dalla Chiesa dell’Annunciazione greco-ortodossa per poi visitare la Basilica dell’Annunciazione cattolica, entrambe molto suggestive.
Dopo una cena a base di hummus e falafel – i primi di una lunga serie! – concludiamo la serata passeggiando per le stradine deserte di Nazareth e per la prima volta sentiamo il richiamo del muezzin sovrapporsi al suono delle campane.

Pernottamento: Rosana Guest House (72€ in due a notte con colazione inclusa), delizioso B&B situato nella città vecchia di Nazareth a due passi dalle principali cose da vedere, assolutamente consigliato anche per l’estrema gentilezza del proprietario

Giorno 2. Monte delle Beatitudini – Monastero di San Giorgio – Gerusalemme

Sveglia presto per assistere alla Messa delle 6.30 nella Grotta della Basilica dell’Annunciazione, tipica colazione mediorientale e poi via in direzione del Monte delle Beatitudini.
Nonostante non sia ancora metà mattina, il Monastero è già preso d’assalto dai gruppi di pellegrini che gareggiano in canti e preghiere.
E se trovare un momento di raccoglimento all’interno della piccola Chiesa non è per nulla facile, basta passeggiare nei bellissimi giardini in fiore che la circondano per lasciarsi avvolgere dalla calma di questo luogo.
Da qui riprendiamo la macchina e, costeggiando il Lago di Tiberiade, ci immettiamo nella Highway 90 – che di fatto scorre parallela al Territorio Cisgiordano – per poi deviare sull’Highway 1 in direzione di Gerusalemme.
All’altezza di Mitzpeh Yerico imbocchiamo il bivio e proseguiamo seguendo i (pochi) cartelli fino al punto panoramico sul Wadi Qelt e il Monastero di San Giorgio: purtroppo il Monastero è aperto solo al mattino e ci dobbiamo accontentare di ammirarlo solo dall’esterno, ma è comunque uno spettacolo incredibile.
Provenendo da est in direzione Gerusalemme decidiamo di fermarci subito al Monte degli Ulivi (ci sono dei parcheggi gratuiti proprio davanti all’Ospedale) per ammirare la cartolina più famosa: con il cielo quasi nero l’oro della Cupola della Roccia sembra risaltare ancora di più.
Giusto il tempo di fare due foto che si scatena un violento temporale per cui ce la prendiamo con calma e ci dirigiamo al nostro appartamento.
Il richiamo della Città Vecchia però è troppo forte, così appena spiove usciamo per recarci al Santo Sepolcro per quello che diventerà un appuntamento fisso di tutti i giorni trascorsi qui.
Concludiamo la serata visitando anche il Muro Occidentale, sentendoci già totalmente conquistati dall’atmosfera della Città tre volte santa.

Pernottamento: Sweet Inn Apartment – Harav Kook (bloccato a circa 75€ in due a notte per un errore di prezzo), appartamento fa-vo-lo-so con posto auto riservato a meno di dieci minuti a piedi dalla Città Vecchia

Giorno 3: Betlemme – Gerusalemme

La mattinata di oggi è dedicata a Betlemme che, con un pò di azzardo, decidiamo di raggiungere in macchina convinti di poter parcheggiare tranquillamente al checkpoint e muoverci a piedi senza problemi.
In realtà veniamo circondati da tassisti palestinesi, più o meno abusivi, che ci sconsigliano di andare a piedi e alla fine contrattiamo una specie di tour di Betlemme con anche una guida per la Basilica della Natività al “modico” prezzo di 200NIS.
Oltre alla Basilica della Natività, dove regna una confusione infinita, visitiamo anche il Wall Off Hotel di Banksy proprio davanti al terribile muro di separazione con Israele.
Per l’ora di pranzo siamo di nuovo a Gerusalemme e appofittiamo della nostra vicinanza al Mahane Yeuda Market per provare un pò di street food.
Gironzoliamo poi con discrezione nel quartiere ultraortodosso di Mea Shearim dove il tempo sembra essersi fermato: ovunque cartelli che invitano al rispetto delle scelte di vita di questa comunità ma devo ammettere che ci sentiamo un pò a disagio.
Entriamo nuovamente nella Città Vecchia dalla Porta di Jaffa e percorriamo la Via Dolorosa, nel bel mezzo del Quartiere Arabo, aggregandoci alla Via Crucis che ogni venerdì viene organizzata dai francescani, custodi di Terra Santa.
Decidiamo però di non entrare nella Basilica del Santo Sepolcro, dove sono ricomprese le ultime cinque stazioni, in quanto è stracolmo di pellegrini e così ci rifugiamo sul tetto dell’Ospizio Austriaco per vedere ancora un volta Gerusalemme dall’alto.
Ripassiamo nuovamente dal Muro Occidentale dove restiamo incantati a guardare una lezione di “catechismo ebraico”: è infatti iniziato shabbat ed è un continuo andirivieni di persone vestite a festa che vengono qui a pregare, bambini compresi.
Sappiamo che questa sera dovremo faticare un pò per trovare un posto dove cenare ma decidiamo comunque di assistere alla cerimonia di chiusura del Santo Sepolcro.
La custodia della porta e della chiave del Santo Sepolcro è infatti affidata a due famiglie musulmane che se la tramandano da secoli: ogni giorno alle 4 del mattino e alla sera (alle 19 da novembre a marzo e alle 21 da aprile a settembre) si ripete la stessa semplice quanto solenne cerimonia.

Giorno 4: (Masada) – Gerusalemme

Oggi saremmo dovuti andare a Masada.
Dico saremmo perchè arrivati a metà strada siamo stati costretti a tornare indietro.
Ma andiamo con ordine: sveglia puntata alle 3 di mattina perchè vogliamo raggiungere la fortezza di Masada in tempo per vedere l’alba.
Da Gerusalemme bisogna calcolare circa due orette scarse di macchina più il tempo tecnico (circa 45 minuti) per percorrere a piedi lo Snake Path che conduce in cima all’altura sui cui si trova la fortezza.
Sulla carta tutto liscio, se non fosse che dopo un’ora di strada veniamo fermati al primo checkpoint che incontriamo.
Da dove venite? Italia
– Dove state andando? Masada
– Masada è chiusa, la strada per arrivarci è allagata in alcuni punti e non si può proseguire
– Ma riaprirà nei prossimi giorni? Ancora non si sa
Mesti mestissimi ce ne ritorniamo a Gerusalemme giusto per dormire almeno un paio d’ore.
Oggi è pieno shabbat per cui ci concentriamo sul Quartiere Armeno e sui luoghi cristiani tra il Monte Sion e il Monte degli Ulivi.
Entriamo a Gerusalemme ancora una volta dalla Porta di Jaffa e, oltrepassata la Cittadella di David, imbocchiamo la strada che conduce nel cuore del quartiere armeno.
Riusciamo a visitare per pochi minuti la celebre Cattedrale di San Giacomo prima di proseguire verso Zion Gate.
Usciamo quindi dalla Città Vecchia per visitare il Cenacolo e la vicinissima Basilica della Dormizione.
Ci mettiamo poi alla ricerca del Cimitero cristiano dove è sepolto Oskar Schindler: la sua tomba si riconosce facilmente perché è l’unica ricoperta da piccole pietre e sassi, alcuni provenienti anche da Auschwitz.
Facciamo un’ultima tappa alla Chiesa di San Pietro in Gallicantu e poi attraversiamo la Città Vecchia percorrendo il Cardo fino a Damascus Gate.
Qui fatichiamo un pochino a trovare la stazione araba da cui partono i bus per il Monte degli Ulivi (le indicazioni della LP sono completamente sbagliate!) ma alla fine ce la facciamo.
Prendiamo il bus 255 che in una ventina di minuti ci porta sulla sommità del Monte: scendiamo in prossimità della Chiesa del Pater Noster e, dopo aver fatto una rapida visita, iniziamo la discesa verso l’Orto dei Gestsemani e la Basilica delle Nazioni.
Risaliamo poi al punto panoramico più celebre di tutta Gerusalemme, alle spalle dell’immenso cimitero ebraico, dove rimaniamo ad aspettare il tramonto.

Giorno 5: Gerusalemme

La giornata di oggi è ancora completamente dedicata a Gerusalemme. Siccome è domenica decidiamo di partecipare alla solenne messa in latino che si tiene alle 6.30 al Santo Sepolcro, nello spazio antistante l’Edicola.
Riusciamo poi finalmente a visitare la Spianata delle Moschee, i cui orari di apertura ai non musulmani sono molto limitati.
Dopo una meritata colazione facciamo tappa al Tourist Office per informarci sulla situazione di Masada.
La strada per raggiungerla è stata riaperta, ma il Sentiero del Serpente è inagibile: vorrà dire che prenderemo la funivia sia per salire che per scendere.
Rassicurati, compriamo i biglietti per la Ramparts Walk, ovvero il camminamento panoramico sulle mura esterne della Città Vecchia.
Il camminamento si compone di due parti: la prima da Jaffa Gate a Damascus Gate e la seconda dalla Cittadella di David a Zion Gate, non da fare necessariamente in modo consecutivo.
Noi tra l’una e l’altra siamo per esempio ritornati al Monte degli Ulivi per scattare qualche fotografia non in controsole.
Nel pomeriggio abbiamo poi fatto una passeggiata nel Quartiere Ebraico, prima di visitare per l’ultima volta il Santo Sepolcro.
Concludiamo la serata assistendo alla Tower of David’s Night Spectacular, lo spettacolo di luci e suoni all’interno della Cittadella.

Giorno 6: Masada – Mar Morto – Tel Aviv

Arriviamo a Masada giusto in tempo per l’apertura: sono solo le 8 ma fa già parecchio caldo.
Se della magnificenza di questa città-fortezza oggi resta ben poco, con le sue torri e i suoi palazzi ridotti ormai  a rovine, il panorama sul deserto e sul Mar Morto valgono da soli il viaggio fatto per arrivare fin qui.
A metà mattina, con l’arrivo dei primi grupponi organizzati di turisti, lasciamo Masada e ci mettiamo in strada verso le spiagge del Mar Morto: decidiamo di fermarci ad Ein Bokek, dove ci sono cabine e doccie ad uso gratuito.
Dopo un paio d’ore di relax ripartiamo, direzione Tel Aviv.
L’impatto con la Città Bianca è abbastanza traumatico: è primo pomeriggio ma sul lungomare c’è un traffico infernale e a causa di un sacco di lavori in corso impieghiamo più del previsto a trovare il nostro hotel.
Su consiglio del gentilissimo ragazzo della reception facciamo un salto al coloratissimo Ha’Carmel Market prima di dedicarci all’esplorazione del famoso Rothschild Boulevard, pieno di edifici in stile bauhaus.
Da lì raggiungiamo a piedi Jaffa con i suoi vicoletti antichi e una vista bellissima su Tel Aviv.

Giorno 7: Cesarea – Haifa – Rosh Anikra – Akko

Oggi abbiamo in programma di visitare la costa nord di Israele.
Prima tappa Cesarea, che raggiungiamo velocemente in un’oretta.
Iniziamo la visita del parco acheologico dal lato sud, dove si trova l’anfiteatro romano, risalendo man mano verso il porto antico: siamo praticamente da soli e ci godiamo il sito con tutta calma.
Dopo una supercolazione ci rimettiamo in macchina verso Haifa per visitare i Giardini Bahá’í.
Purtroppo scopriamo essere in corso una convention dei delegati bahá’í per cui dobbiamo accontentarci di ammirarli solo dall’esterno.
Decidamo allora di visitare le grotte di Rosh Hanikra, al confine con il Libano: è infatti l’unico punto in Israele dove la montagna incontra il mare e il risultato è un insieme di grotte scavate nella roccia dalla continua erosione dell’acqua.
L’ultima tappa della giornata è in realtà quella più attesa.
Trascorriamo infatti ad Akko tutto il pomeriggio, godendoci il fascino senza tempo della città dei crociati.

Giorno 8: Tel Aviv e rientro

È il giorno del rientro.
Giusto il tempo di fare una passeggiata sul lungomare di Tel Aviv per scattare le ultime foto che è già ora di andare in aeroporto.

Considerazioni finali

Fare un viaggio in Israele (e nei Territori Palestinesi) equivale a fare un viaggio nella storia.
Dell’uomo, delle religioni, della terra.
In 8 giorni siamo riusciti a vedere parecchio ma ci sarebbero ancora così tante cose da scoprire: il Negev e le città nabatee, Megiddo e Be’er Sheva, il Parco nazionale Beit Guvrin-Maresha, ma anche Gerico, Hebron, Ramallah…
Gerusalemme è poi entrata prepotentemente nella mia personale top 5 delle città più belle viste finora: da sola vale davvero l’intero viaggio e a mio parere 3 giorni sono il minimo per visitarla.
E’ una città unica al mondo, dove è impossile prescindere dalla dimensione religiosa e da quella storico-politica-sociale: un luogo che invita sì alla contemplazione e alla riflessione, ma proiettandole verso un’azione concreta.
E allora Shalom Israel, non può esserci augurio più grande di questo.

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http://www.myscratchmap.it/2019/01/11/on-the-road-in-israele-il-nostro-itinerario-di-una-settimana/.html
  1. Ti confesso che speravo scrivessi un post del genere e che itinerario bello ricco! Spero di riuscire a visitare Israele proprio quest’anno, anche se fare un bel giro di 8 giorni la vedo dura… se proprio fossi costretta a sfoltire molto di accontenterei anche solo di un miniviaggio tra Gerusalemme e Tel Aviv!

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