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4 giorni tra Cape Town e dintorni

21 marzo 2018

Cape Town è una città bellissima. Forse la più bella che io abbia visto finora.

Cape Town è luce, è energia, è colore: una gemma preziosa incastonata tra  la Table Mountain e la catena dei Twelve Apostoles da una parte e l’Oceano Atlantico dall’altra.

Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, con le sue contraddizioni inspiegabili e inaccettabili.
Quello delle distese di lamiera luccicanti sotto il sole che si contrappongono alle ville bellissime dall’altro lato della strada, dei mendicanti ad ogni incrocio dove si fermano macchine lussuosissime, delle persone di colore che sostano ai bordi delle strade con le tute da lavoro aspettando un pickup che sperano li porti a lavorare.

Nonostante questo però, è impossibile non rimanere conquistati da Cape Town.
Noi le abbiamo dedicato 4 giorni, direi il minimo per visitarla con calma esplorando anche i dintorni.
Fondamentale è alloggiare in un quartiere centrale: Sea Point, Green Point e – budget permettendo – De Waterkant sono le zone da tenere in considerazione.
Per muoverci abbiamo sempre utilizzato la macchina: i parcheggi si trovano con facilità, sia liberi che a pagamento a tariffe orarie contenute. In alternativa potete usare i citysightseeing che fanno la spola tra i principali punti di interesse della città.

Allora, siete pronti a partire con me?

1° giorno

Se come noi arrivate a Cape Town nel pomeriggio vi consiglio di dirigervi subito verso Bo-Kaap, probabilmente il quartiere più fotografato della città: alzi la mano chi non ha mai visto immortalate le sue case colorate dalle tinte fluo.
Ex quartiere malese ed ex township, Bo-Kaap ospita attualmente la comunità musulmana più numerosa della città. Parcheggiate la macchina in una delle stradine laterali e iniziate a gironzolare senza una meta precisa alla ricerca dello scatto perfetto.

Fate poi un salto nella zona compresa tra Greenmarket Square con il caratteristico mercatino e la Grand Parade su cui si affaccia la City Hall: in particolare non perdetevi Long Street – la strada più antica di Cape Town – e l’area pedonale di St. George Mall piena di negozietti, caffè e ritoranti. Se avete tempo non mancate di visitare anche il Castle of Good Hope, la fortezza olandese dalla struttura pentagonale costruita a difesa della città.
Concludete poi la serata al Victoria&Albert Watefront gustandovi una buonissima cena in uno dei tanti ristorantini del porto: c’è solo l’imbarazzo della scelta!

2° giorno

Se il tempo è bello non abbiate dubbi: puntate dritto alla Table Mountain!
Per evitare di perdere tempo prezioso in coda prenotate i biglietti online, potete farlo anche un attimo prima di salire direttamente da questo sito: il costo per la salita e la discesa con la Cableway è di 290R.
Il panorama che si vede da quassù da solo vale il viaggio e si capisce perchè la Table sia stata dichiarata una delle 7 meraviglie della natura.
Mi raccomando non limitatevi a rimanere nei pressi della Cableway Station, ma percorrete almeno uno dei trail che si possono fare una volta arrivati in cima: vista la “piattezza” della Table sono tutti piuttosto semplici e considerate che il più lungo – il Klipspringer Walk – richiede circa 1 ora di tempo.

Una volta scesi mettetevi in macchina direzione Constantia Valley, la culla del vino sudafricano.
Questa zona fa oggi parte della famosa Wine Route sudafricana – che comprende anche le rinomate cittadine di Franschhoek, Paarl e Stellenbosch – ed è tutto un susseguirsi di vigneti e tenute dove è possibile partecipare a visite guidate e degustazioni.
La nostra scelta è ricaduta sull’azienda vinicola Constantia Glen dove abbiamo pranzato all’aperto con un ottimo calice di vino bianco e una bellissima vista sui vigneti circostanti.

Dopo esservi riempiti gli occhi (e la pancia) rimettetevi in macchina e preparatevi a percorrere una delle stradè più belle del Sudafrica: la Chapman’s Peak Drive, una strada panoramica scavata nella roccia.
Pur essendo relativamente corta, è lunga infatti appena 5 kilometri, regala panorami mozzafiato ad ogni curva: la strada è ad accesso gratuito per i pedoni e le biciclette mentre per le moto e le auto il costo del pedaggio 45R.
Per chiudere in bellezza la giornata raggiungete Woolbridge Island: sceglietevi un angolino sulla spiaggia e prepratevi allo spettacolo del sole che tramonta sull’Oceano.

3° giorno

Oggi si va alla scoperta della Penisola del Capo!
Come prima tappa fermatevi a Muizenberg, famosissima per la sua spiaggia con le cabine colorate che in realtà rendono meglio in fotografia che dal vivo.

Proseguite poi verso la cittadina di Simon’s Town dove si trova l’altrettanto famosa Boulders Beach. Questa spiaggia dalla sabbia caraibica e dall’acqua cristallina è stata dichiarata riserva naturale ed ospita una nutrita colonia di buffissimi pinguini africani (ingresso 45R,  gratuito per i possessori della Wild Card)

Si sarà a questo punto fatta tarda mattinata: se cercate un posto carino dove fare una late breakfast o un early lunch io vi consiglio di fermarvi al Lighthouse Cafè, una vera chicca.
Dopo esservi rifocillati a dovere, rimettetevi in macchina lungo la M4: una volta entrati al Table Mountain National Park  (fee d’ingresso 145R,  gratuito con la Wild Card) seguite le indicazioni per il Cape Point Lighthouse.
Da lì parte infatti il trail che in un’oretta e mezza conduce fino al Cape of Good Hope con il famoso cartello: in realtà ci si può arrivare anche in macchina, ma un posto leggendario come questo merita almeno un pò di fatica per essere raggiunto, non vi pare?
Tornati indietro non mancate di raggiungere il faro di Cape Point: la vista da quassù è semplicemente magnifica!

Armatevi di pazienza perchè fare una foto senza qualcuno non sarà facile ma chi la dura la vince…quasi!

Per rientrare a Cape Town imboccate la M65 e fate una sosta al Kommetje Lighthouse, la degna ciliegina sulla torta di questa giornata indimenticabile.

4° giorno

Se il meteo lo permette dedicate la mattinata di oggi a Robben Island, l’isola al largo della Table Bay dove Mandela fu incarcerato per 27 anni e dichiarata Patrimonio Unesco nel 1999.
Tenete conto che in caso di cattive condizioni meteo le barche per raggiungere Robben Island non vengono fatte partire e quindi siate pronti ad un piano B: la nostra barca per esempio è stata soppressa a causa del vento fortissimo.
Abbiamo così ripiegato su una passeggiata a Camp’s Bay, la bellissima spiaggia bianca ai piedi dei Twelve Apostoles, prima di visitare il Kirstenbosch National Botanical Garden.
Creato nel 1913 questo splendido giardino sorge a ridosso del Table Mountain National Park e, pur non facendone formalmente parte, sembra essere un tutt’uno con i pendii montuosi circostanti. Il costo d’ingresso è di 65R e per la visita mettete in conto due orette abbondanti.

Le strelitzie sono il fiore simbolo del Sudafrica: conosciute con il soprannome di “uccello del Paradiso” sono anche chiamate “Mandela’s gold”

Per un ultimo saluto a Cape Town dall’alto dirigetevi a Signal Hill, la collina da cui si gode una splendida vista su tutta la città. Già che siete arrivati fino a qui potete pensare di salire in cima all’iconico Lion’s Head: si tratta di un hike molto gettonato anche dai capetoniani che amano venire qui per vedere l’alba o il tramonto.
L’accesso al trail è ben indicato da un cartello e la prima parte è abbastanza semplice: per percorrere l’ultimo tratto si può decidere di seguire la recommended route, più lunga ma meno impegnativa, oppure seguire la chains route attrezzata con pioli e catene. Calcolate bene i tempi per evitare di essere sorpresi dal buio: noi siamo arrivati un pò troppo tardi e siamo arrivati appena sotto il tratto finale, ma anche da qui lo spettacolo è garantito.

Informazioni pratiche

Noi abbiamo alloggiato alla Bantry Bay Guesthouse, una carinissima guesthouse nel tranquillo quartiere di Sea Point al costo di circa 60€ a notte.
Abbiamo trascorso praticamente tutte le sere nella zona del Waterfront provando sempre ristoranti diversi, tutti ottimi. Vi lascio tre nomi su tutti testati personalmente:

  • City Grill Steakhouse
  • Karibu
  • Simply Asia (ehm si…avevamo voglia di asian food!)

 

A Woolbridge Island ci siamo invece trovati benissimo da Tavern Beach che serve degli hamburger giganteschi e davvero buonissimi.
Per quanto riguarda l’escursione a Robben Island avevamo prenotato i biglietti qualche giorno prima direttamente da qui e ci sono stati interamente rimborsati nel giro di pochi giorni.

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