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A Berlino sulle tracce del Muro

20.9.16

Berlino non è come le altre capitali europee.

Berlino è impegnativa. 

Richiede uno sforzo in più per essere capita.
Per cercare di capire la sua storia, la storia di tutti noi.


E' tutto un cantiere Berlino. Il Mitte è letteralmente invaso da gru per i tanti nuovi edifici che si stanno costruendo.
Camminando per le sue strade si respira proprio voglia di futuro. Ed è bellissimo.

Ma le tracce di un passato neanche troppo lontano rimangono lì, davanti agli occhi di tutti.
Per ricordarci ancora oggi - o forse soprattutto oggi - che costruire un muro non è mai la soluzione giusta

Tutto è cominciato nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 con del filo spinato a segnare il confine: dal filo spinato al muro il passo è stato breve.
Lo scopo dichiarato della barriera di protezione antifascista era quello di evitare un'aggressione dall'Ovest, ma in realtà si voleva tamponare l'esodo massiccio di persone che dalla Repubblica Democratica Tedesca fuggivano verso la Repubblica Federale.

Questi i numeri per darvi un'idea:
- 155 km di lunghezza
- 3,6 metri di altezza per 1,5 metri di larghezza
- 302 torrette di guardia
- 5000 tentativi di fuga coronati da successo
- tra le 192 e le 239 persone uccise dalle guardie mentre tentavano di raggiungere Berlino Ovest

Numeri che fanno venire i brividi.



Cosa è rimasto oggi di tutto questo?


POTSDAMER PLATZ
La piazza simbolo della rinascita di Berlino
Devastata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, negli anni della divisione era diventata terra di nessuno. Una landa desolata divisa in due proprio dal Muro.

A partire dagli anni novanta è stata messa al centro di un grandioso progetto di riqualificazione che mirava a riportare Potsdamer Platz al centro della vita berlinese come negli anni d'oro del periodo prebellico, convolgendo le più grandi archistar internazionali. 

E proprio lì tra l'avvenieristico Sony Center con la sua bellissima cupola di vetro, il Daimler City e il Beisheim Center svetta solitario un pezzo originale del Muro





 

Per la cronaca il famoso concerto organizzato dall'ex Pink Floyd Roger Waters si tenne proprio qui, il 21 luglio 1990.


EAST SIDE GALLERY
I resti del Muro di Berlino per antonomasia. 
In questo tratto di Muro lungo circa un chilometro e mezzo decine di artisti provenienti da tutto il mondo hanno dato vita a una straordinaria galleria d'arte a cielo aperto.

Attraverso i coloratissimi murales è possibile ripercorrere l'onda emotiva provocata dalla caduta del Muro: rappresentano la più autentica testimonianza della gioia e del desiderio di libertà di quei giorni, nonostante il tentativo di alcuni vandali di rovinarli con stupide scritte.






I murales sono pieni di magnifici dettagli e vale la pena ammirarli con calma: se potete cercate di arrivare la mattina presto o la sera verso il tramonto così da percorrere questo pezzetto di Muhlenstrasse in tutta tranquillità.


BERLINER MAUER GEDENKSTATTE - Bernauer Strasse
Non c'è a Berlino un altro posto come questo.
Qui è possibile davvero rendersi conto di cosa ha significato ritrovarsi, nel giro di una notte, dalla parte "sbagliata".

Come ben spiegano i pannelli disposti lungo quello che era il vecchio tracciato del Muro, erano le stesse facciate delle case sul lato della strada che si trovava a Berlino Est a costituire la linea di confine, mentre l'altro lato di Bernauer Strasse apparteneva già a Berlino Ovest.

Intere famiglie, amici e vicini furono crudelmente separati: si arrivò addirittura a murare tutte le finestre su quel lato della strada per evitare fughe. A pensarci adesso sembra pazzesco, surreale.

Tutta l'area del Memoriale sorge su quella che era la cosiddetta striscia della morte, mentre vicino ai resti del Muro svetta anche un'inquietante torretta di guardia. Da pelle d'oca.








Nel Centro Visitatori sono raccontati in modo toccante i tentativi di fuga e le implicazioni del Muro sulla vita quotidiana delle persone. L'ingresso è gratuito. Un motivo in più per non perderselo.


CHECKPOINT CHARLIE
Il Checkpoint Charlie era il principale punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest per stranieri e diplomatici. 
A vederlo oggi, con i finti soldati e la gigantesca insegna di KFC, viene difficile immaginare che proprio qui si verificò il momento di massima tensione, con i carri armati americani e quelli sovietici a fronteggiarsi poco dopo la costruzione del Muro.

Perchè proprio Charlie? Il nome deriva dal fatto che fu il terzo posto di blocco ad essere aperto dagli Alleati e fu chiamato così seguendo l'alfabeto fonetico radiotelegrafico alfa, bravo, charlie.

Per quanto riguarda i resti del Muro vi segnalo che proprio fuori dal Mauermuseum ci sono alcuni pezzi originali.




Passare di qui è d'obbligo, ma meglio la mattina prestissimo o la sera tardissimo: diversamente per scattare una foto decente preparatevi a sgomitare.


TOPOGRAPHIE DES TERRORS
Si tratta di un progetto nato con l'obbiettivo di documentare la politica del terrore e della persecuzione del regime nazista
Siamo in un luogo simbolico perchè vi sorgeva il Prinz-Albrecht-Palais dove avevano il proprio quartiere generale la Gestapo e le SS.

L'esposizione, a tratti necessariamente cruda, si sviluppa sia all'esterno che all'interno del  Centro Documentazione, descrivendo gli orrori del regime e il ruolo della città di Berlino durante il Terzo Reich. 

Sullo sfondo un tratto del Muro di Berlino lungo circa 200 metri.




L'ingresso è gratuito. Da visitare per un doveroso ripasso di storia.


Ve l'avevo detto che Berlino è impegnativa. Ma è uno sforzo che merita tutto.




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2 comments

  1. Io segno tutto, e incrocio le dita sperando di riuscire a confermare il viaggio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Silvia!
      Incrocio le dita anche io per te: Berlino merita tantissimo!

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