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Kyoto, istruzioni per l'uso

31.5.16

Kyoto ha fortuna, fortuna e palazzi,
tetti alati, gradini in scala musicale.
Attempata ma civettuola, di pietra ma viva,
di legno ma come se crescesse dal cielo alla terra.
  Kyoto è una città bella fino alle lacrime.

- Wislawa Szymborska


Se Tokyo è il Giappone proiettato nel futuro, Kyoto è l'esatto opposto.

Kyoto non è sfacciata, non ti trascina nei vortici di luce al neon, non ti stordisce con musica a tutto volume e suoni da videogame, non ti guarda dall'alto dei grattacieli che non ha.

Semplicemente si presenta per quella che è, incarnando appieno il concetto tipicamente giapponese del wabi-sabi

Una bellezza imperfetta o per meglio dire un'eleganza delicata, non ostentata, quasi malinconica.
Una bellezza senza tempo. Una bellezza che seduce e conquista.


Kyoto è anche soprannominata la città dei mille templi.
Non so se qualcuno si sia mai preso la briga di contarli ma ce ne sono davvero un'infinità.

L'itinerario che trovate in questo post è stato testato personalmente ed è pensato, ormai lo sapete, per chi ama camminare. Pronti a scoprire Kyoto?

Giorno 1
Arrivando a Kyoto in treno la prima immagine che si presenta davanti è la slanciatissima Kyoto Tower. Guardatela bene perchè - insieme alla superluccicante stazione d'acciaio che ricorda un pò un'astronave - è praticamente l'unico esempio di architettura moderna presente in città.

Se arrivate come noi intorno a metà mattina la prima tappa non può che essere il Nishiki Market.

Affollatissimo a qualsiasi ora, questo mercato alimentare è un'immersione nei sapori e nei profumi dei prodotti alla base della cucina giapponese. Ideale per uno spuntino o un pranzo veloce a prezzi decisamente contenuti.







Da qui con una passeggiata tra le tipiche stradine di Kyoto si raggiunge il Nijō-jō, il castello dello shogunato Tokugawa che avevamo già incontrato a Nikko.

In realtà, a parte il fossato che circonda le mure difensive, è completamente diverso da come noi siamo abituati ad immaginare un castello.

Varcata la prima cinta muraria e l'imponente Karamon Gate si accede all'area denominata Ninomaru dove è possibile visitare le bellissime sale dell'omonimo palazzo: si tratta di un complesso di cinque edifici collegati tra loro da una serie di corridoi con i pavimenti detti "a usignolo". In effetti camminandoci sopra si sente proprio una specie di cinguettio che serviva a dare l'allarme in caso di intrusione e proteggere così lo shogun.

Superata la seconda cinta di pietra si accede invece all'area più riservata del castello, l'Honmaru, i cui edifici non sono però visitabili.




[Aperto dalle 8.45 alle 17.00, chiuso il giovedì – biglietto d'ingresso 600¥ +500¥ per l'audioguida]


Dal Nijō-jō si raggiunge velocemente il Palazzo Imperiale dove ancora oggi si tengono le incoronazioni dei nuovi imperatori e altre cerimonie di stato.

Per partecipare gratuitamente ad una delle visite guidate (circa 50 minuti, in lingua giapponese o inglese) bisogna compilare l'apposito form sul sito dell'Agenzia della Casa Imperiale.

Una volta scelto il giorno e l'orario della visita (alle 10 e alle 14 dal lunedì al venerdì) bisogna presentarsi almeno venti minuti prima con la prenotazione e il passaporto davanti all'Agenzia della Casa Imperiale che si trova nell'immenso parco che circonda il Palazzo Imperiale.

Il parco è il luogo perfetto per una passeggiata rilassante: fateci un giro anche se non siete interessati alla visita del Palazzo.

 


E' arrivato il momento di avvicinarci ad uno dei quartieri più famosi di Kyoto: Gion, il quartiere delle geishe.

La strada principale di Gion è Hanamikōji Dori con le caratteristiche case da tè. Se siete fortunati potrebbe capitarvi di incontare una vera geisha, in alternativa potete sempre vedere danzare una maiko, un'apprendista geisha, al Gion Corner.

 
 


Per concludere la serata vi consiglio di cenare nel quartiere di Pontochō, al di là del fiume Kamo-gawa rispetto a Gion.

Qui strette viuzze con i tradizionali edifici di legno e bellissime lanterne appese agli angoli dei ristoranti: atmosfere e suggestioni d'altri tempi.




Giorno 2
Il mattino ha l'oro in bocca e mai, come in questo caso, espressione è più azzeccata: il famosissimo Kinkaku-ji, il Padiglione d'Oro, ci attende.

Inizialmente utilizzato come residenza dello shogun Ashikaga Yoshimitsu, il tempio è stato incendiato numerose volte: l'ultima nel 1950 da un giovane monaco sopraffatto dalla sua bellezza, oltre che per vendicarsi del suo superiore.

Ricostruito nel 1955 secondo il progetto originario, solo due dei tre piani del tempio sono ricoperti da lamine dorate. Sulla sommità del tetto dalla forma piramidale una fenice, ovviamente dorata, simbolo di rinascita per eccellenza.

E' uno dei templi più visitati di Kyoto per cui per godervelo con un pò di tranquillità vi consiglio di andarci la mattina presto, subito appena apre, oppure poco prima della chiusura.




[Aperto dalle 9.00 alle 17.00 – biglietto d'ingresso 400¥: si raggiunge dalla stazione di Kyoto in circa 40 minuti con il bus n. 101 o 205]


Poco distante dal Kingaku-ji, circa venti minuti a piedi, un altro tempio da non perdere è il Ryoan-ji.

Protagonista assoluto è il celebre giardino zen karesansui: quindici rocce di grandezza diversa, disposte in cinque gruppi, emergono da un mare di ghiaia andando a formare un disegno di perfezione assoluta.

Sul suo significato diverse interpretazioni ma nessuna certezza: cercate un angolino dove sedervi e raccogliete anche voi la sfida del koan, l'indovinello che invita alla meditazione.




[Aperto dalle 8.00 alle 17.00 – biglietto d'ingresso 500¥]


Già che siamo qui vale la pena visitare anche il vicinissimo Ninna-ji, circa dieci minuti a piedi, uno dei templi più antichi di Kyoto.

Come gli altri due templi anche il Ninna-ji è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità.





[Aperto dalle 9.00 alle 17.00 – biglietto d'ingresso 500¥]



Dopo questa superscorpacciata di templi, e visto che ci troviamo già nella parte nord-ovest di Kyoto, possiamo dedicare il pomeriggio alla foresta di bambù di Arashiyama.


Giorno 3
Altro giorno altri templi. Iniziamo dal suggestivo Ginkaku-ji, il Padiglione d'Argento.

In realtà il progetto originario di ricoprirlo d'argento non venne mai portato a termine: il nome rimanda piuttosto al ginsadan, quel "mare d'argento" rappresentato dalla sabbia e ghiaia che lo circonda.

Il Ginkaku-ji è Patrimonio UNESCO ed è sempre molto frequentato: anche qui vale il consiglio di visitarlo il mattino presto oppure prima della chiusura.





[Aperto dalle 8.30 alle 17.00 – biglietto d'ingresso 500¥: dalla stazione di Kyoto si raggiunge in circa 40 minuti con il bus n. 5, 17 o 100]


Da qui imbocchiamo la famosa Tetsugaku-no-michi: spettacolare soprattutto durante il periodo della fioritura dei ciliegi, la Passeggiata del filosofo si snoda lungo il canale regalando comunque in ogni stagione degli scorci interessanti.




Proseguendo verso sud si incontrano tantissimi altri tempi e scegliere quale visitare è davvero difficile. Il consiglio è quello di seguire l'istinto ed entrare in quelli che più vi ispirano.

Noi abbiamo fatto tappa prima al Kodai-ji con il suo bellissimo giardino zen e poi al Ryozen Kannon che riconoscerete subito per via dell'enorme statua del dio Kannon che lo sovrasta.








[Kodai-ji aperto dalle 9.30 alle 17.30 – biglietto d'ingresso 600¥.
Ryozen Kannon aperto dalle 8.30 alle 16.30 - biglietto d'ingresso 300¥]



Da questo punto in circa dieci minuti si raggiungono due delle strade più belle di Kyoto: Ninen-zaka e Sannen-zaka.

Sebbene siano estremamente turistiche queste due vie acciotolate piene di negozietti, ristoranti e case tradizionali riescono a conservare tutto il loro fascino.




Proprio inerpicandosi lungo la salita si arriva ad un altro splendido tempio, il Kiyomizu-dera, che rimane come sospeso sul fianco della collina regalando un bellissimo colpo d'occhio su tutta Kyoto.

Kyomizu significa "acqua pura" e in effetti proprio sotto la grande terrazza dell'edificio principale, Hondo, si trova la cascata Otowa: le sue acque sono ritenute sacre e si pensa abbiano virtù terapeutiche. Che ci crediate o no bevetene un sorso, male non fa.

Ma il Kyomizu-dera nasconde anche altre curiosità come ad esempio il Tanai Meguri. Non voglio rovinarvi la sorpresa: segnatevi solo questo nome.

Neanche a dirlo anche il Kyomizu-dera è stato dichiarato Patrimonio UNESCO.







 [Aperto dalle 6.00 alle 18.00 – biglietto d'ingresso 300¥ + 100¥ per il Tanai Meguri]


Siete stanchi di vedere templi? Se la risposta è no allora vi consiglio di salire su un treno: direzione Inari.

Ma questa è un'altra storia...

P.S. La poesia che ho citato all'inizio continua così:

Vere lacrime d’un certo signore,
un intenditore, un amatore di antichità,
che in un momento decisivo al tavolo delle conferenze esclamò
che in fondo ci sono tante città peggiori
e d’improvviso scoppiò in lacrime sulla sua sedia.
Così si salvò Kyoto, decisamente più bella di Hiroshima
.


Informazioni pratiche

Kyoto è una città molto estesa ma è dotata di una rete metropolitana non molto capillare: è decisamente più efficiente muoversi con i bus che raggiungono praticamente ogni angolo della città (biglietto giornaliero 500¥).

Nelle stagioni come la primavera e l'autunno può essere una buona idea noleggiare una bicicletta, mentre se siete più di due persone potrebbe essere conveniente anche prendere il taxi.

Per quanto riguarda il pernottamento cercate una sistemazione vicino alla stazione: è la posizione più strategica.

Noi abbiamo dormito al Capsule Ryokan, una via di mezzo tra un hotel e un ryokan: assolutamente consigliato.

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