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#QuelRamoDelLagoDiComo

19.9.15

Settembre. Tempo di nuovi inizi e nuove idee.

Tempo di sogni, tempo di possibilità concrete che si spalancano davanti agli occhi.

Il viaggio in Giappone mi ha caricato come non mai. Ho staccato veramente da tutto, svuotato la testa, esplorato questo pezzettino di mondo godendomi semplicemente la magia del viaggio.

Il Giappone è stato uno shock, una scossa. Ma di quelle che fanno bene.

Andare lontano per apprezzare ancora di più i luoghi che chiamiamo casa. Anche questo è stato un regalo del Giappone.

Così è nata l'idea di dedicare una sezione del blog a #QuelRamoDelLagodiComo che – chiariamolo una volta per tutte – NON è il ramo che fa capo a Como, ma l'altro lato, l'altra gambetta della Y rovesciata.


Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno,
tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi,
a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli,
vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume,
tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte;
e il ponte, che ivi congiunge le due rive,
par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione,
e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia,
per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo,
lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni


La citazione manzoniana però non basta e nella reatà deve fare i conti con il suo ingombrante gemello.

Decisamente più famoso, più ammiccante, più glamour. Voglio dire, ci si è messo pure Clooney.

So bene che, nonostante la geografia sembri suggerire il contrario, il Lago è uno solo e che finchè non si farà "sistema" sarà sempre e comunque una mezza vittoria.

Ma mentre il lato comasco è già cigno, quel ramo del lago che fa capo a Lecco è ancora un brutto anatroccolo che poco crede in se stesso.

Serve solo una spintarella, un'iniezione di fiducia. Ed è quello che voglio fare nel mio piccolo portandovi alla scoperta dei luoghi noti e meno noti di questa parte del lago.

Perchè del resto nella favola del brutto anatroccolo facciamo tutti il tifo per lui.









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