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Ode all’Irlanda

16.3.15

Domani è San Patrizio e non posso fare a meno di pensare che è passato troppo tempo dall’ultima volta che ho messo piede sull’Isola di Smeraldo.

Quanto mi manca l'Irlanda.
Mi manca proprio in senso fisico: forse è perché ho lasciato un pezzettino di cuore lì.

Chi ci è stato lo sa: l’Irlanda ti entra dentro come pochi altri luoghi sanno fare.

Sarà per i paesaggi splendidi, per l’estrema ospitalità dei suoi abitanti, per le leggende che popolano questa terra magica. O per tutte queste cose insieme.

Il cielo d’Irlanda, cantava Fiorella Mannoia.

Ti annega di verde e ti copre di blu, ti copre di verde e ti annega di blu

A volte fa il mondo in bianco e nero ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
Il cielo d'Irlanda si muove con te, il cielo d'Irlanda è dentro di te

Guidare sulle strettissime strade dell’Ovest alzando una mano in segno di saluto quando si incrocia qualcuno dopo chilometri percorsi in totale solitudine.

Tornare indietro nel tempo a Inisheer. Sporgersi verso l’infinito a Dun Aengus, il forte a strapiombo sul mare di Inishmore.

Camminare lungo il sentiero a strapiombo che dall’O’Brien’s Tower conduce fino a Hag’s Head. Attraversare quella distesa lunare che è il Burren.

Affrontare il mare mosso per (non) arrivare a Skellig Michael, percorrere il Ring of Kerry e fermarsi ogni cento metri per scattare una foto.

Assaporare la libertà a Sheep’s Head.

Respirare l’aria intrisa di spiritualità alla Rock of Cashel.


Sulle strade dell’Ovest – notare il limite di velocità (!!!)
Failtè – Inisheer
I tipici muretti a secco delle Isole Aran – Inishmore
O’Brien's Tower – Cliffs of Moher

In pieno Burren – Black Head Lighthouse
La traversata verso Skellig Michael
Percorrendo il Ring of Kerry
Sheep’s Head dove il vento è talmente forte da togliere il respiro
Mizen Bridge a Mizen Head - il punto più a sud ovest d’Irlanda
Croci celtiche – Rock of Cashel conosciuta anche con il nome di St. Patrick’s Rock






Tutto questo è Irlanda. La mia Irlanda.

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Mais les vrais voyageurs sont ceux-là seuls qui partent
Pour partir; coeurs légers, semblables aux ballons,
De leur fatalité jamais ils ne s'écartent,
Et, sans savoir pourquoi, disent toujours: Allons!
Charles Baudelaire

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